BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie Morando, Baretta, Boeri, Poletti ppoggiano nuovi cambiamenti Renzi bencè di lieve entità

Il cambiamento delle pensioni in Italia potrebbe iniziare dall'estensione del contributivo donna, appoggiato anche dal premier Renzi.




Se c'è una proposta sulle pensioni che sta trovando convergenza fra tutti gli attori in campo è quella sul contributivo donna. Si tratta di concedere alle lavoratrici la possibilità del ritiro con qualche anno di anticipo rispetto ai requisiti ora in vigore, rinunciando a una parte dell'assegno. Il congedo sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per quelle autonome. Il premier Matteo Renzi considera questa novità come uno dei tasselli su cui iniziare a costruire il nuovo sistema previdenziale. Per il presidente dell'Inps, Tito Boeri, si tratta di una misura che avrebbe meritato il via libera già da tempo.

Di più complicata introduzione sono le ipotesi quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale, il ricalcolo dell'assegno con il contributivo, l'assegno universale, il prestito previdenziale in favore degli over 55 senza lavoro e ancora privi dei requisiti richiesti dall'attuale legge previdenziale per accedere al trattamento pensionistico.

Del partito della flessibilità fa parte anche Giuliani Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Anzi, insieme al sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta e allo stesso Boeri appare il più convinto a introdurre correttivi per rendere il sistema previdenziale socialmente più sostenibile. Non sarà semplice perché nell'agenda di governo c'è anche la questione dei salvaguardati, rispetto ai quali Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, non molla di un centimetro: "Se oltre i 170.000 per i quali abbiamo stanziato con sei salvaguardie 11,6 miliardi di euro, ne esistono solo un migliaio, perché il Ministero dell'Economia pretende coperture miliardarie per una nuova salvaguardia?".

E se il nodo resta sempre quello delle coperture economiche, ecco che, sembra strano ma è vero, il debito dell'Italia scende anziché salire. Ed è successo a luglio. A certificarlo è la Banca d'Italia. Un calo di 4,5 miliardi di euro rispetto al mese precedente e infrange al ribasso la soglia dei 2.200 miliardi di euro, attestandosi a 2.199,2 miliardi. Nello specifico il debito delle amministrazioni centrali è diminuito di 3,5 miliardi di euro, quello delle amministrazioni locali di 1,2 miliardi di euro, mentre il debito degli enti di previdenza è aumentato di 200 milioni di euro. Dinanzi a questi numeri, il governo aprirà una nuova fase di ragionamenti sulle pensioni in Italia?

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il