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Pensioni ultime notizie affermazioni Morando, Renzi, Boeri, Baretta su cambiamenti pensioni vecchiaia, anzianità, precoci,usuranti

Il tema delle pensioni continua a essere centrale nel dibattito politico tra esponenti del governi, presidente dell'Inps e parlamento.




In che modo la politica italiana sta affrontando la questione delle pensioni di anzianità e vecchiaia e le posizioni dei lavoratori precoci e di chi svolge attività prevalentemente usuranti? Le novità nel dibattito sulle pensioni sono all'ordine del giorno, ma proprio in queste ore stanno subendo un'impennata per via della definizione della manovra finanziaria. Le ultime notizie invitano a un moderato ottimismo poiché il tema della previdenza è finito nei piani alti del governo.

Il viceministro dell'Economia Enrico Morando mantiene una posizione di equilibrio. Spinge sì verso modifiche sulle pensioni, con un'attenzione particolare al contributivo donna ovvero all'opportunità da concedere alle lavoratrici di ritirarsi con qualche anno di anticipo rispetto ai requisiti ora in vigore, rinunciando a una parte dell'assegno (a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le lavoratrici subordinate o a 58 anni e 3 mesi per quelle autonome), ma sempre nel rispetto dei conti pubblici. Come dire, gli aggiustamenti delle norme sulle pensioni sono utili, ma non necessari e soprattutto non sono prioritari.

Decisamente più ottimista rispetto al passato è Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'Economia, convinto di portare a casa un provvedimento a favore di chi, avanti con l'età, si trova senza lavoro e senza pensione. Ma si tratterebbe di un provvedimento intermedio rispetto a un piano più generale di revisione delle regole attuale nel segno dello scardinamento delle rigidità. Alla base della sua fiducia c'è la certezza della maturazione della questione pensioni nell'opinione pubblica. Insomma, meglio battere il ferro finché è caldo. Nell'agenda del governo, ha poi ricordato, c'è anche il tema degli interventi contro la povertà.

Da parte sua, Tito Boeri, presidente dell'Inps, invita a riaprire la discussione sul ricalcolo delle pensioni per tutti con il contributivo. I lavoratori potrebbero ritirarsi qualche anno prima rispetto alla tabella di marcia e lo Stato si troverebbe a staccare assegni più bassi. Anche in questo caso, c'è un problema di natura economico. Cosa succederebbe se in tanti aderissero a questa opportunità? Ci sarebbe la liquidità necessaria per fare fronte a tutte le domande di pensionamento?

Tra i più attivi in queste ore ci sono sia il premier Matteo Renzi, convinto a portare a casa l'estensione del contributivo donna mentre è un po' più vago rispetto a tutto il resto, e sia il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. La corsa è contro il tempo poiché, come spiegato dal responsabile del welfare in Italia, dal prossimo anno entra in vigore lo scalino che congela il turn over. A ogni modo, la precedenza verrebbe data alle donne e a chi è senza lavoro ma non ha ancora raggiunto i requisiti minimi per il congedo a vita privata. Ogni passaggio che prevede impegni di spesa passa naturalmente da Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, il più moderato a Palazzo Chigi. Le recenti affermazioni sull'interesse del governo a migliorare il quadro previdenziale, inducono a un cauto ottimismo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il