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Novità e ultime notizie pensioni nuovi piani e regole previste in base ad attuali discussioni. Come funzionano

Nuove norme pensioni ancora in discussione insieme ai piani noti di quota 100, mini pensione, contributivo, legge ibrida Renzi-Boeri: cosa prevedono e novità




Continuano ad essere sempre diverse e contrastanti le posizioni sulle novità pensioni che da mesi ormai si susseguono: tra piani di uscita anticipata con quota 100, mini pensione, contributivo, legge ibrida Renzi-Boeri, non si è ancora riusciti a trovare la soluzione ideale e, nonostante questo, continuano ad arrivare nuovi piani. Dal Ministero dell'Economia il primo che permetterebbe di fare andare in pensione prima, di due o tre anni, rispetto alla soglia fissata, solo a chi, però, è rimasto senza lavoro e a cui mancano pochi anni per il raggiungimento della pensione. Ma non è certo l’unica novità avanzata in questo ultimo periodo.

Altra ipotesi al vaglio è quella di una pensione anticipata a 62 anni a fronte, però, di penalizzazioni pesanti che potrebbero raggiungere anche tagli del 30% sull'assegno finale. Questa ipotesi è quella che riprende il piano di ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell'Inps con tagli consistenti sulle pensioni finali esclusivamente risultato del calcolo contributivo. Ma le novità non finiscono qui: è, infatti, possibile che giovedì prossimo arrivino ulteriori indicazioni sulle pensioni da Ministeri di Economia e Lavoro soprattutto in riferimento alla proroga del contributivo donna.

Secondo le novità, l’uscita anticipata delle donne dal lavoro dal 2016 potrebbe avvenire a 62-63 anni e con 35 di contributi ma non più con ricalcolo contributivo dell’assegno che avrebbe ridotto l’assegno delle donne del 25, 30% circa ma applicando una penalizzazione del 3,3% l’anno per massimo tre anni (con penalizzazioni non oltre il 10%), evitando anche l’innalzamento di 22 mesi previsto a gennaio per le dipendenti private.  

Si tratta, dunque, di bloccare lo scalino che non permette quel turn over lavorativo che, invece, servirebbe. Secondo l'attuale legge, infatti, l'anno prossimo le donne lavoratrici del settore privato di fronte a un nuovo scalino con il passaggio dell'età di vecchiaia da 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi (1 anno e 10 mesi in più rispetto al 2015). Allo studio anche una soluzione flessibili per i lavoratori uomini che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione e che potrebbero uscire con una lieve penalizzazione del3, 4%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il