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Novità e ultime notizie pensioni numeri rivisti in ultima stesura DEF e incongruenze quota 100, mini pensione, part time

A Palazzo Chigi sono in discussione molte misure per modificare il sistema della pensioni in Italia, a partire dal contributivo donna.




In vista del varo della manovra finanziaria, il governo spinge sulle pensioni e apre sulla introduzione di una maggiore flessibilità in uscita. Non è una novità l'impegno a rendere meno rigidi i requisiti previsti dalle attuali norme sulla previdenza, ma le ultime notizie riferiscono adesso di un'accelerazione del dibattito anche in vista del superamento dello scalino che blocca il turn over. Non solo, ma sul tavolo dell'esecutivo si ragiona anche del contributivo donna e di decurtazioni. Si tratta di quell'obiettivo minimo da raggiungere su cui si sta registrando la maggiore convergenza tra forze politiche e organizzazioni sindacali.

E anche se nel documento di preparazione alla manovra finanziaria non ci sono riferimenti alle pensioni, è chiaro che nell'agenda delle priorità dell'esecutivo ci sono adesso quei lavoratori anziani che hanno perso l'occupazione con poche speranze di trovarne un'altra e soprattutto privi dei requisiti per riscuotere l'assegno previdenziale. L'idea è di dare l'opportunità di accedere al pensionamento anticipato con un importo più basso di circa il 3-3,5% per ogni anno. Non è da escludere un possibile allargamento di questo approccio per favorire il turn over generazionale tra giovani e anziani, così da rilanciare produttività e competitività secondo i desideri degli industriali.

Da tempo si ragiona anche sul prestito previdenziale o mini pensioni, il cui primo a proporlo è stato Enrico Giovannini, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta. Non solo nella sua ipotesi di revisione delle pensioni in Italia, si sarebbe usciti con tre anni d'anticipo e un reddito mensile per il triennio di 750 euro. Nel medio periodo sarebbe stata una misura a costo zero perché la somma anticipata sarebbe stata restituita per interno. Nell'immediato l'indennità avrebbe rappresentato una spesa aggiuntiva di alcune centinaia di milioni l'anno per i primi tre anni, ma avrebbero contribuito al finanziamento anche le aziende.

Una soluzione di questo tipo è per ora messa da parte da Palazzo Chigi, così come l'applicazione di quota 100 (somma di età anagrafica e anni di contribuzione) come tetto da raggiungere per andare in pensione. All'opposto è ancora al centro dell'attenzione l'ipotesi di introdurre l'assegno universale per i più indigenti, anche perché avrebbe il via libera di Bruxelles. Più complicato, infine, il ricalcolo degli assegni previdenziali per tutti con il contributivo per la mancanza di liquidità immediata nelle casse statali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il