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Novità e ultime notizie pensioni posizioni e piani Morando, Boeri, Renzi, Baretta quota 100, mini pensione, part time

Il governo discute proprio in questi giorni nuovi piani di flessibilità in uscita per tutti e si cerca di divincolarsi tra le novità al vaglio del governo: le posizioni dei politici




Il governo discute proprio in questi giorni nuovi piani di flessibilità in uscita per tutti e si cerca di divincolarsi tra le novità al vaglio del governo ormai da sempre e le ultime notizie che confermano nuove aperture dai Ministeri e nuovi piani proposti. Insieme, infatti, ai piani di quota 100, mini pensione, contributivo, part time, assegno universale e legge ibrida Renzi-Boeri, sintesi dei meccanismi di quota 100, mini pensione e contributivo, che permetterebbe l’uscita anticipata con un taglio del 3% per ogni anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro e fino ad un massimo del 12% se si esce a 62 anni, ma bilanciato da una mini pensione che dovrà essere restituita dal lavoratore una volta maturati i normali requisiti pensionistici, quando riceverà una pensione finale calcolata esclusivamente sulla base dei contributi versati durante la propria vita lavorativa, le ultime notizie si concentrano su due nuovi piani in particolare.

Si tratta di novità avanzate da Ministero di Economia e Lavoro che prevedono la possibilità di andare in pensione due o tre anni prima rispetto alla soglia fissata, ma soltanto per chi rimane senza lavoro e a cui mancano pochi anni alla pensione e una revisione del contributivo donna, con possibilità di estensione di questo sistema anche agli uomini. Se rivisto, dal 2016, le lavoratrici donne non andrebbero più in pensione a 57 anni le statali e a 58 le autonome, con 35 anni di contributi e percependo una pensione ridotta, di circa il 25%, perché calcolata interamente con sistema contributivo, ma a 62-63 anni e con 35 di contributi e una penalizzazione del 3,3% l’anno per massimo tre anni senza l’innalzamento di 22 mesi previsto a gennaio per le dipendenti private.  

In questo modo si bloccherebbe lo scalino che prevede il passaggio dell'età di vecchiaia da 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi (1 anno e 10 mesi in più rispetto al 2015). Prevista anche una soluzione flessibile anche per i lavoratori uomini che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione e che potrebbero uscire con una lieve penalizzazione del 3, 4%. Si tratterebbe di piani che sono, come auspicato nei giorni scorsi da viceministro dell’Economia Morando e dal sottosegretario Baretta, da sempre contrari a interventi pensionistici, autofinanziati e a costo zero per lo Stato.

E mentre il presidente dell’Inps Boeri segue la nuova strategia di lavoro del premier Renzi continua comunque a puntare su quegli interventi che mirano a rivedere il sistema previdenziale italiano, a partire dall’abolizione dei vitalizi per i politici. Il premier Renzi, da canto suo, dopo aver cambiato strategia di lavoro nelle ultime settimane, virando da novità pensioni e nuovi piani di taglio tasse e a sostegno delle famiglie in difficoltà, ha recentemente appoggiato il ministro dell’Economia che da sempre sostiene che per la flessibilità in uscita non devono essere toccati i conti pensionistici.

Tutto bloccato anche per i piani di part time del ministro del Lavoro Poletti. Il ministro del Lavoro ha comunque dichiarato che il governo è al lavoro sulle pensioni, annunciando quelle revisioni sopra riportate ai requisiti del contributivo donna, perchè “c’è un aspetto da risolvere legato a uno scalino alto che blocca il turn over” contenuto nell’attuale legge pensioni. Più aperto a interventi sulle pensioni il ministro Padoan che conferma che il governo si sta impegnando a trovare soluzioni possibili e compatibili con i vincoli di finanza pubblica.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il