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Pensioni novità su affermazioni, posizioni attuali, piani in base ultime indicazioni Boeri, Renzi, Baretta, Morando

Il governo sta cercando di trovare una via d'uscita al rebus delle pensioni. Sono tante le opzioni sul tavolo, ma c'è da fare i conti con le coperture.




Al lavoro per cambiare le pensioni. Si tratta di una vera e propria novità se si pensa che da tempo il governo non si espone così tanto. L'idea prevalente è di consentire l'uscita anticipata dal lavoro per le donne e per quegli uomini che hanno perso l'impiego e si trovano a pochi anni dalla maturazione dei requisiti per il congedo. Di più, c'è in ballo anche l'estensione del contributivo donna per chi ha 62-63 anni di età e 35 di contributi. Il taglio all'assegno sarebbe di circa il 10%, inferiore quindi alla penalizzazione attuale che prevede che l'intera pensione sia calcolata sulla base dei soli contributi versati. Si tratta di uno scenario che vede tra i suoi sostenitori il viceministro dell'Economia Enrico Morando.

Ma se, a suo dire, ogni cambiamento è subordinato all'equilibrio dei conti pubblici, per Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'Economia, è ormai giunto il tempo di modificare le norme attuali a suon di provvedimenti più incisivi. Gli stessi che da tempo suggerisce Tito Boeri, presidente dell'Inps, secondo cui non è ancora da scartare la proposta di ricalcolare gli assegni per tutti con il contributivo. Da parte sua, il premier Matteo Renzi ha definito di buon senso la scelta di flessibilità ribadendo l'attenzione ai conti e la necessità di recuperare nel tempo il costo aggiuntivo previsto nei primi anni dell'operazione. Intanto sta cercando di portare a casa il contributivo donna.

"Spero che riusciremo a trovare un primo rimedio" già con la manovra finanziaria: ha scritto Renzi rispondendo alla lettera di un lettore sull'Unità. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giualiano Poletti, ha ricordato come il governo stia lavorando sulle pensioni, anche per via dello scalino alto che blocca il turn over. L'esecutivo sta valutando anche un'uscita anticipata per gli uomini che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione. Per questi disoccupati potrebbe arrivare una sorta di prestito previdenziale ovvero l'anticipo di una parte dell'assegno che poi verrà decurtato di quanto anticipato una volta raggiunti i requisiti la riscossione.

Non è escluso poi che per le situazioni di maggiore disagio arrivi una pensione di solidarietà ovvero un ammortizzatore sociale che consenta di raggiungere l'età di vecchiaia. D'altronde è stato lo stesso ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a sottolineare l'urgenza di preoccuparsi in via preliminare di questa categoria sociale. Da parte loro, i sindacati non commentano le anticipazioni ma chiedono al governo di aprire un confronto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il