Imprese costituite da immigrati sono oltre il doppio rispetto al 2006 in Italia

Dal 2001 a oggi le imprese individuali gestite da immigrati sono più che raddoppiate, passando da circa 100mila ad oltre 227mila



Dal 2001 a oggi le imprese individuali gestite da immigrati sono più che raddoppiate, passando da circa 100mila ad oltre 227mila e la loro crescita, con un tasso del 10 per cento annuo, supera significativamente quella delle imprese italiane (1,2 per cento).

È quanto emerge dallo studio “Comportamenti finanziari e creditizi della società multi-etnica” realizzato da Unioncamere, al quale ha collaborato Adiconsum, che mette in evidenza come “l’impiego dei profitti sia destinato prevalentemente ad un incremento dei consumi, mentre una piccola quota è destinata ad aumentare le rimesse verso il paese di provenienza”.

Secondo lo studio la tipologia dell’impresa è piccola e giovane (il 15 per cento degli imprenditori immigrati ha meno di 30 anni) e si concentra prevalentemente nel commercio (assorbe oltre il 40 per cento delle attività), seguito dalle costruzioni (29,9 per cento) e dai servizi (13,5 per cento).

Dalla ricerca emerge inoltre che il 70 per cento delle 227 mila imprese di immigrati ha rapporti con le banche italiane e il 40 per cento ha chiesto un prestito, pari in media a 34 mila euro, per l’avvio o l’ampliamento di un’attività.

Tuttavia la maggior parte degli imprenditori utilizza risorse proprie o fornite da parenti e amici. In particolare, sono gli imprenditori dell’Est europeo e gli africani a ricorrere maggiormente al finanziamento bancario, mentre i cinesi sono più propensi al finanziamento da parte della propria comunità.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il