BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Novità e ultime notizie pensioni cambiamenti reali Renzi in base a tutte le sue affermazioni pensioni vecchiaia, anzianità,precoci

La posizione di Renzi sulle pensioni non è mai stata troppo chiare. Alle novità prospettate non sono sempre seguiti fatti concreti.




Non è semplice riuscire a ricostruire la posizione del premier Matteo Renzi in tema di pensioni. La novità degli ultimi giorni è rappresentata dalla sua apertura alle modifiche. Niente di radicale, intendiamoci, ma stando alle ultime notizie che sono arrivate dalla direzione del Partito Democratico, l'intenzione è di capire come permettere forme di flessibilità in uscita, ma solo se esistono le condizioni per farlo ovvero solo se i conti rimangano in ordine. Procedere in questa direzione, a suo dire, sarebbe un gesto di buona volontà. Affermazioni simili sono state messe anche nero su bianco rispondendo a una lettera sul quotidiano l'Unità.

In realtà, quando si è trattato di pensioni, il presidente del Consiglio è stato sempre piuttosto sfuggente, evitando di assumere una posizione netta e precisa. La sua cautela prende le mosse dalla consapevolezza di come sia sempre complicato mettere le mani sulla previdenza e soprattutto di come sia anti-economico cambiare le normi attuali, in grado di consentire ingenti risparmi di spesa pubblica. Tuttavia qualcosa va aggiustato. E a dirlo non è solo l'ex ministro del Lavoro che ha messo la firma alla legge attuale, ma i tanti report che vengono continuamente messi in pasto dell'opinione pubblica, sul rapporto tra pensioni, lavoro, povertà e generazioni future.

Ecco allora che Renzi ha per un certo tempo accarezzato l'idea di un decreto povertà per dare respiro alle categorie più indigenti o di un più specifico piano famiglia. Ma poi le attenzioni sono state rivolte altrove, dalla riforma della pubblica amministrazione al tentativo di cancellare l'Imu e la Tasi, mettendo in secondo piano i temi del welfare e delle pensioni. Ne è la prova il comportamento del ministro del Lavoro che dall'inizio del suo mandato rassicura sull'impegno dell'esecutivo ma senza fornire risultati. Più di recente è circolata l'ipotesi di un piano ibrido che avrebbe catturato l'interesse di Renzi: permettere l'uscita con qualche anno di anticipo applicando penalizzazioni da compensare con una sorta di prestito previdenziale.

Quale di queste misure troverà effettivamente spazio nella manovra finanziaria che va presentata il 15 ottobre? Stando al documento di preparazione, nulla o quasi. Il solo provvedimento su cui si sta registrando un certo attivismo, dovuto anche alla possibile pronuncia di condanna per il governo da parte dei tribunali, è sull'estensione del contributivo donna oltre la scadenza del 31 dicembre. Per il resto, l'appuntamento con il cambiamento è rimandato a tempi migliori.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il