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Pensioni anzianità, vecchiaia, usuranti precoci verità Baretta, Morando,Boeri,Poletti,Renzi,Padoan si potrebbe conoscere giovedì

Giovedì 24 settembre è in programma una nuova riunione tra le Commissioni Lavoro e Bilancio della Camera e i ministri di Lavoro ed Economia Poletti e Padoan per discutere novità pensioni: cosa aspettarsi




Giovedì 24 settembre è in programma una nuova riunione tra le Commissioni Lavoro e Bilancio della Camera e i ministri di Lavoro ed Economia Poletti e Padoan per discutere novità e questioni più urgenti riguardanti centinaia di migliaia di lavoratori penalizzati dall’attuale legge che, a causa dell'allungamento dell'età pensionabile, non hanno avuto la possibilità di andare in pensione e sono rimasti senza lavoro. Ma le ultime notizie confermano che si discuterà anche di proroga del contributivo donna, oltre il 2015 e con qualche modifica sui requisiti d'accesso al regime di pensione anticipata che potrebbe essere esteso anche agli uomini. Mancano, invece, indicazioni ad hoc per precoci e usuranti.

Per quanto riguarda la flessibilità in uscita, sembra che anche su questa novità il governo stia lavorando. Hanno aperto a modifiche delle pensioni, purchè a costo zero per lo Stato anche il viceministro dell’Economia Morando e il sottosegretario Baretta, da sempre non favorevoli a modifiche pensionistiche, a patto che siano autofinanziate per rivedere i requisiti di accesso alla pensione di anzianità e vecchiaia. E nonostante i piani di quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale e legge ibrida Renzi-Boeri diano possibilità di andare in pensione prima a costo zero, visto che ogni meccanismo prevede penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di lasciare il lavoro prima, sono ancora in alto mare.

Ma il ministro del Lavoro Poletti ha assicurato che si sta lavorando sulle pensioni, sottolineando che c'è un aspetto da risolvere legato a uno scalino alto che blocca il turn over introdotto dall’attuale legge e per questo si stano valutando opzioni e punti di equilibrio insieme al ministro dell'Economia Padoan. L’ipotesi sarebbe quella di modifica i requisiti del contributivo donna, permettendo, dal 2016, la possibilità di andare in pensione prima, a 62-63 anni con 35 di contributi e invece del ricalcolo contributivo accettare una riduzione dell'assegno legata alla speranza di vita e pari a circa il 10% per tre anni di anticipo rispetto all'età di vecchiaia, cioè del 3,3% per ogni anno.

Il ministro Padoan ha anche avanzato l’ipotesi di un’uscita anticipata per gli uomini che restano senza lavoro, per due, tre anni, e a cui mancano pochi anno al raggiungimento della pensione normale, con un taglio dell'assegno finale. Per il resto Padoan ha dichiarato che per ogni intervento non devono essere toccati i conti pensionistici. D’accordo il premier Renzi che ha precisato come si interverrà “mettendo la voce più sui costi delle pensioni. Ma se esiste la possibilità, e stiamo studiando il modo, per cui in cambio di un accordo si può consentire la flessibilità è un gesto di buon senso e buona volontà”.

Intanto, nei giorni scorsi ha puntato la sua attenzione più su nuovo piano famiglia e nuovo piano di taglio delle tasse per famiglie e imprese, a partire dall’abolizione di Imu e Tasi, che sulle pensioni, costringendo anche il presidente dell’Inps Boeri a fare un passo indietro. Ma Boeri stesso ha rilanciato la sua proposta di uscita flessibile, spiegando che non è basata sul ricalcolo contributivo dell’assegno e che il taglio dell’importo non sarà del 30%, come hanno detto i sindacati. La penalizzazione dovrebbe aggirarsi introno al 3-3,5% per ogni anno di anticipo rispetto all’età pensionabile, fino al 15% per chi voglia uscire intorno ai 62 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il