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Novità e ultime notizie pensioni piani Renzi sembrano appoggiati da Boeri, Baretta, Morando quota 100, mini pensioni, staffetta

Le soluzioni di intervento sulle pensioni, meccanismi e novità e posizioni dei diversi esponenti politici: cosa si può davvero fare attualmente?




Il premier Renzi cambia strategia di lavoro e prima di agire sulle pensioni punta su novità per la famiglia e che prevedono taglio delle tasse per imprese e famiglie, insiste, tuttavia, sulla necessità di modificare l’attuale legge pensionistica ma favorevole a quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Padoan, vale a dire lavorare senza toccare i conti pensionistici. Dalla parte del ministro Padoan anche viceministro Morando e sottosegretario Baretta che, da sempre contrari a modifiche sulle  pensioni, hanno aperto a questa possibilità qualche tempo fa ma a condizione che si trattasse si novità autofinanziate.

Le ultime notizie, tuttavia, confermano l’urgenza di agire sulle pensioni, magari entro l’anno, soprattutto in vista dello scatto che ci sarà dal primo gennaio 2016 quando per andare in pensione non basteranno più i 66 anni e 3 mesi ma bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi. La flessibilità continua ad essere al centro degli interessi di Renzi e della sua squadra di lavoro, tanto che solo qualche settimana fa, insieme al presidente dell’Inps Boeri, ha presentato una nuova legge ibrida, combinazione di piani di quota 100, mini pensione, contributivo, per andare in pensione prima con tagli del 35 per ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro ma ricevendo anche una mini pensione, che dovrà essere restituita una volta maturati i normali requisiti pensionistici richiesti, quando si riceverà una pensione finale calcolata esclusivamente con metodo contributivo.

Altra soluzione è la staffetta generazionale, rilanciata dal ministro del Lavoro Poletti, soluzione collegata al rilancio dell’occupazione giovanile, ma anche l’assegno universale, un sostegno al reddito per chi in età avanzata resta senza lavoro, seppur limitato. Tra le soluzioni più fattibili, ma che probabilmente arriverà l’anno prossimo, la legge ibrida Renzi-Boeri, mentre ora si parla dell’uscita anticipata delle donne dal lavoro dal 2016 a 62-63 anni e con 35 di contributi ma non più con ricalcolo contributivo dell’assegno che avrebbe ridotto l’assegno delle donne del 25, 30% circa ma applicando una penalizzazione del 3,3% l’anno per massimo tre anni (con penalizzazioni non oltre il 10%), evitando anche l’innalzamento di 22 mesi previsto a gennaio per le dipendenti private.  

Si tratta, dunque, di bloccare lo scalino che non permette il turn over lavorativo. Al vaglio del governo anche una soluzione flessibili per i lavoratori uomini che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione e che potrebbero uscire con una lieve penalizzazione del3, 4%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il