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Novità e ultime notizie pensioni con le attuali prese di posizioni quali cambiamenti potrebbero essere concessi da Bce e Ue

Banca centrale europea e Unione europea invitano il governo a non cercare novità sulle pensioni ma a mettere in ordine i conti pubblici.




Nessuna novità sulle pensioni è da mettere in conto senza la stabilità economica ovvero senza la copertura per finanziare le manovre immaginate. Le ultime notizie raccontano di un grande impegno del governo a trovare una via d'uscita, ma a meno di un mese dalla presentazione della manovra finanziaria, l'impressione è che la coperta sia ancora troppo corta per introdurre modifiche concrete. E poi, non dimentichiamolo, occorre il via libera di Bruxelles per mettere mani a un sistema previdenziale che, calcolatrice alla mano, permette allo Stato di risparmiare molti quattrini. L'esecutivo comunque insiste e sta provando a trattare i margini di manovra entro i quali muoversi.

Di più: con questa precarietà economica, se il governo non riuscisse a spuntare una maggiore flessibilità, il sistema delle pensioni continuerà a rimanere ingessato. Tra le misure che potrebbero concretamente trovare spazio c'è l'introduzione dell'assegno universale. D'altronde si tratta di uno strumento di sostegno al reddito già applicato in molti Paesi europei. Anche per via delle grane giudiziarie che tengono in apprensione Palazzo Chigi, potrebbe essere dato il via libera al cosiddetto contributivo donna oltre il 31 dicembre di quest'anno, attuale scadenza. Si stanno già cercando le risorse per finanziare il provvedimento.

Da parte sua, Mario Draghi, governatore della Banca centrale europea, spiega come la crescita passi dalle riforme strutturali, da quella del mercato del lavoro a quella della burocrazia. Tuttavia non fa alcun accenno alle pensioni. Eppure sono gli stessi industriali a invocare modifiche nel segno della staffetta generazionale. Solo introducendo forze fresche e motivate al posto di lavoratori fisiologicamente più stanchi e desiderosi di ritirarsi a vita privata, è il loro ragionamento, è possibile rilanciarsi sotto i profili della produttività e della competitività. Ma i cambiamenti costano e soprattutto il turn over per legge è una delle misure messe da parte perché ritenuta insostenibile per le casse dello Stato.

Una recente brutta notizia è stata messa nero su bianco dal bollettino della Banca centrale europea: l'Italia è in ritardo sulla crescita e sta facendo poco per diminuire il debito pubblico. La conseguenza è presto detta: il risparmio derivante dalla minore spesa per interessi legato al calo dello spread andrebbe utilizzato per il risanamento dei conti e non per tagliare le tasse così come prospettato dal premier. A catena sono a rischio anche le piccole e grandi riforme in agenda, pensioni compresa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il