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Novità e ultime notizie norme allo studio fattibili e confronto Ministri con prospettive Boeri, Renzi, Baretta, Morando

Le novità nel confronto con Ministri e le nuove possibili prospettive




AGGIORNAMENTO: Le novità realizzabili allo studio sulle pensioni realistaicamente le abbiamo viste in quetso articolo sotto. E dopo il confronto con i Ministri, si aprono davvero nuove prospettive come abbiamo visto in questo altro articolo

Sono giorni decisivi per capire quale direzione prenderanno le pensioni in Italia. Nella giornata di domani, stando alle ultime notizie, i ministri dell'Economia e del Lavoro, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti, saranno in commissione Lavoro della Camera dei deputati per un nuovo faccia a faccia sulle politiche previdenziali e del lavoro. Per capire se si tratta solo di un incontro interlocutorio occorre solo attendere, ma di certo Padoan e Poletti spiegheranno i loro piani nei chiarimenti da fare in Parlamento. Se per il primo i margini per intervenire sulle pensioni sono pochi se non inesistenti, Poletti ricorderà tutte le ipotesi su cui sta da tempo ragionando il governo ma che, per ragioni economiche, sono rimaste ferme al palo.

In particolare sono state bocciate le ipotesi dell'applicazione di quota 100 ovvero della somma fra età anagrafica ed età contributiva da raggiungere per andare in pensione, della staffetta generazionale graduale e per legge attraverso il part time e dell'introduzione di una penalizzazione massima dell'8% per chi si ritira prima rispetto al raggiungimento di 62 anni di età e 35 anni di contributi, così come proposto da Cesare Damiano, presidente della stessa commissione Lavoro a Montecitorio, e da Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Ministero dell'Economia. In ballo c'è ancora l'introduzione dell'assegno universale per chi si trova in uno stato di disoccupazione da due anni e, così come suggerito dal presidente dell'Inps, il ricalcolo degli assegni con il contributivo.

Per il viceministro dell'Economia Enrico Morando, piuttosto cauto quando si tratta di mettere mano ai conti pubblici, i tempi sono maturi almeno per far passare il contributivo donna, per cui occorrerebbero circa 2 miliardi di euro. Di questi tempi, ogni minima variazione nelle uscite va valutata con attenzione. Sarà decisiva la portata della spending review, ma una voce che difficilmente porterà i 3-4 miliardi di euro ventilati in piena estate è la nuova ondata di revisione della spesa nei Ministeri. I tecnici dei vari dicasteri sono al lavoro per presentare, come lo scorso anno, il proprio piano di tagli mirati alle spese di funzionamento.

Nelle ultime ore è poi tornata d'attualità la questione dei quota 96, rispetto a cui stanno cercando una soluzione i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Si tratta di quei lavoratori del mondo della scuola ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nell'attuale legge previdenziale, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il