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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensione, staffetta prospettive reali oggi giovedì da incontro Ministro Finanze e Lavoro

Quali potrebbero essere le novità pensioni davvero fattibili? Chiarimenti e ulteriori informazioni dopo incontro in Commissione di oggi 24 settembre




Manca ormai relativamente poco alla fine di questo anno e ancora una volta probabilmente si concluderà senza alcuna novità pensioni. Da due anni ormai il governo Renzi lavora per modificare l’attuale legge ma le ultime notizie in merito non sono poi così diverse da quelle di qualche mese fa. Continuano infatti ad essere discussi piani di quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta generazione, e continuano ad arrivare nuove proposte di modifica, dalla legge ibrida Renzi-Boeri, combinazione dei piani appena riportati e decisamente a costo zero per lo Stato, alle modifiche ai requisiti per il contributivo donna, a novità per l’uscita anticipata degli uomini.

Eppure sembra decisamente difficile che qualcosa possa cambiare davvero: ad ostacolare ogni intervento non soltanto la scarsa disponibilità di risorse economiche ma anche la posizione ancora di contrarietà ribadita da Ue e Bce. L’Europa, infatti, non sembra ancora pronta ad approvare interventi sulle pensioni italiane e l’unica novità cui potrebbe aprire è l’assegno universale, misura a sostegno delle famiglie in difficoltà che in realtà esiste già in quasi tutti gli altri Paesi europei.  

Molto di quanto potremmo aspettarci sulle pensioni potrebbe arrivare dall’esito del nuovo incontro di oggi, giovedì 24 settembre, in Commissione Lavoro in Parlamento dove sono chiamati a rispondere su determinate questioni pensioni i ministri di Economia e Lavoro. Che cambi completamente l’attuale legge pensionistica sarà decisamente difficile ma che qualche prospettiva di intervento si apra potrebbe essere possibile, soprattutto per quanto riguarda quel contributivo donna, con qualche modifica ai requisiti attualmente previsti.

Se, infatti, contributivo donna attualmente prevede la pensione anticipata a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome, con 35 anni di contributi e un assegno finale calcolato esclusivamente con metodo contributivo, ridotto di circa il 25, 30%, dal 2016 la pensione anticipata potrebbe avvenire a 62-63 anni e con 35 di contributi ma non più con ricalcolo contributivo dell’assegno bensì con una penalizzazione del 3,3% l’anno per massimo tre anni, con penalizzazioni non oltre il 10%, evitando anche l’innalzamento di 22 mesi previsto a gennaio per le dipendenti private, in modo da bloccare lo scalino che non permette il turn over lavorativo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il