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Pensioni ultime notizie tra confronti, discussioni e le numerose affermazioni per quota 100, mini pensione, contributivo

Cosa potrebbe realmente cambiare per le pensioni dopo le novità e gli ultimi interventi di autorevoli esponenti politici di questi giorni . Le prospettive




Tutto è ancora piuttosto vago sulle novità pensioni realizzabili nel breve periodo tra sistemi di quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale e assegno universale anche se le ultime notizie confermano l’impegno del governo a garantire maggiore flessibilità in uscita per tutti. E le ultime affermazioni dei ministri di Lavoro ed Economia lo ribadiscono. Ci sono effettivamente problemi da superare per mettere in atto quelle modifiche alle pensioni tanto auspicate, primo tra tutti quello della tenuta dei conti pubblici, eppure la necessità di intervenire è comunque forte, tanto che dopo l’incontro in Commissione parlamentare di oggi, si attendono piani concreti e dettagliati di eventuali modifiche alle pensioni.

Dalla parte degli interveti sulle pensioni, ma purchè non tocchino i conti pubblici, anche il premier Renzi che, dopo settimane di silenzio, ha nuovamente annunciato di voler intervenire sulle pensioni, mossa che potrebbe rivelarsi vincente in vista soprattutto delle prossime elezioni amministrative. Renzi, insieme al presidente dell’Inps Boeri, punta su una legge ibrida, combinazione di piani di quota 100, mini pensione, contributivo, che potrebbe rappresentare una soluzione ideale e fattibile, giacchè a costo zero e interamente a carico dei cittadini.

Premier Renzi e presidente Boeri sono d’accordo anche sull’introduzione dell’assegno universale ma limitato agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione, contrariamente al M5S che invece vorrebbe estenderlo a tutti. E l’assegno universale potrebbe essere l’unica misura che l’Ue potrebbe appoggiare considerando che si tratta di una forma di sostegno alle famiglie già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei. Così come sostenuto da Padoan prima e da Renzi poi anche il viceministro dell’Economia Morando e il sottosegretario Baretta, che hanno sempre smentito interventi pensionistici al vaglio del governo, hanno aperto a modifiche pensionistiche purchè siano a costo zero per le casse dello Stato.

E il sottosegretario Baretta come soluzione ha anche proposto la possibilità per tutti di andare in pensione prima dei 66 anni di età ma con penalizzazioni finali che influiscano sulla pensione finale per tutta la vita. Novità potrebbero arrivare anche per favorire l’uscita anticipata per gli uomini, disoccupati da due, tre anni, e a cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione, con penalizzazioni del 3, 4%, e per modifiche ai requisiti del contributivo donna che potrebbe cambiare dal 2016.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il