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Pensioni ultime notizie vecchiaia, usuranti, precoci, usuranti e nuove posizioni Ue e Bce su cambiamenti fattibili

Sono poche le risorse a disposizione per cambiare le pensioni e anche le ultime notizie da Bruxelles in tema previdenziale non sono incoraggianti.




C'è l'apertura dalla grandi riforme strutturali da parte di Mario Draghi, presidente delle Banca centrale europea. Peccato però che non contempli novità sulle pensioni. A suo dire, i cambiamenti profondi e incisivi sono una fonte di stabilità e di benessere, soprattutto in un'ottica di convergenza tra i Paesi dell'Unione Europea, ma il tema della previdenza continua a essere un tabù. Le ragioni sono semplici: le modifiche all'ordine costituito sono subordinate all'equilibrio dei conti pubblici e le norme attuali, soprattutto in Italia, consentono allo Stato di contenere la spesa, anche a costo di evidenti sacrifici sociali. E suona quasi un beffa quell'invito a fare le riforme ora perché non c'è momento migliore.

A rendere gli orizzonti più oscuri ci ha poi pensato il consueto bollettino della stessa Banca centrale europea, secondo cui il debito pubblico italiano, contrariamente agli annunci, non è i calo e il governo dovrebbe cambiare rotta rispetto all'ipotesi di tagliare le tasse sui servizi indivisibili e sulle proprietà immobiliari. Proprio ieri nell'audizione alla Commissione economica e monetaria dell'Unione Europea, Mario Draghi ha detto che l'acquisto programmato di titoli di Stato (Quantitative easing) ha un effetto positivo sul credito per famiglie e imprese. Il calo del costo dei prestiti sostiene il consumo di beni durevoli e gli investimenti. Il presidente della Bce ha ribadito che in caso di cambi di prospettive d'inflazione il Qe verrà ampliato e allungato oltre il 2016.

Almeno dal punto di vista delle pensioni, la situazione appare dunque piuttosto ingessata. L'impressione è che con la prossima manovra finanziaria, che deve essere presentata entro il 15 ottobre, arriveranno le prime misure per introdurre la flessibilità sulle pensioni, ma saranno circoscritte. Più precisamente nella categoria dei beneficiari ci saranno le lavoratrici con il cosiddetto contributivo donna ovvero la possibilità di congedarsi anzitempo rinunciando a parte dell'importo e i lavoratori over 55 senza occupazione e senza assegno previdenziale per cui si vocifera della possibile introduzione di un assegno universale o di un prestito da restituire in piccole rate e senza interessi.

Le risorse a disposizione sono poche, forse un miliardo il prossimo anno. Più precisamente è in discussione a Palazzo Chigi il taglio della pensione del 3-4% per ogni anno di anticipo rispetto alle regole attuali. Potrebbe esserci un decalage per non penalizzare gli assegni più bassi rispetto all'attuale legge previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il