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Pensioni ultime notizie la verità del DEF riscritto a confronto con le affermazioni di Baretta, Renzi, Boeri, Morando, Poletti

Cosa si evince dal nuovo Def sulle pensioni e quali novità potremmo aspettarci? Le posizioni di autorevoli personalità e piani al vaglio




Il nuovo Def non contiene riferimenti particolari alle pensioni e la sua revisione non lascia particolari risorse economiche disponibili alla messa in atto di quelle novità auspicate finora. E’ di circa due miliardi il fondo che sarebbe possibile utilizzare per le pensioni ma le ultime notizie su eventuali interventi pensionistici sono piuttosto vaghi. Tutti sono d’accordo sulla necessità di cambiare l’attuale legge e gli interventi di oggi in Commissione dei ministri di Lavoro ed Economia, Poletti e Padoan, lo confermano, il problema sarà agire nel rispetto della tenuta dei conti pubblici che non devono essere assolutamente toccati.

Si tratta, del resto, di lavorare, esattamente come da tempo suggeriscono i tecnici del Tesoro, dallo stesso Padoan, al viceministro dell’Economia Morando, al sottosegretario Baretta, che hanno a sorpresa aperto a modifiche pensionistiche purchè, però, a costo zero per le casse dello Stato. E qualche giorno fa anche il premier Renzi si è schierato dalla parte del ministro dell’Economia in tal senso. Novità pensioni sì, dunque, purchè si tratti di piani autofinanziati. Il problema è che ogni piano al vaglio del governo, da quota 100, a mini pensione, contributivo e legge ibrida Renzi-Boeri, sarebbe a costo zero ma servirebbero fondi per l’avvio di tali piani.

Per esempio, servirebbero sei miliardi per il piano ibrido Renzi-Boeri combinazione di quota 1100, mini pensione e contributivo, nonostante si tratti di risorse che verrebbero restituite poi dal lavoratore attraverso le penalizzazioni imposte per l’uscita anticipata. Stesso discorso per la mini pensione, per cui servirebbero inizialmente dai 4 ai 6 miliardi, ma rappresentando una sorta di prestito erogato dallo Stato al lavoratore, dovrà comunque essere restituito dal lavoratore una volta maturati i normali requisiti pensionistici.

E’ possibile che l’unica novità fattibile al momento sia la proroga del contributivo, con probabile revisione dei requisiti a partire dal 2016, una sorta di contentino che il premier Renzi darebbe ai partiti politici che da tempo insistono per modificare le pensioni e all’elettorato, cui è particolarmente cara la questione pensioni.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il