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Pensioni ultime notizie ancora errori nei numeri DEF riscritto per pensioni vecchiaia, precoci, anzianità, usuranti. Alti rischi.

Le risorse economiche per le pensioni eventualmente disponibili dopo revisione nuovo Def e stime prossimi anni: non troppo positive le novità e cosa prevedono




L’aggiornamento del nuovo Def, Documento di Economia e Finanza che pone le basi per le misure della prossima Manovra Finanziaria, riporta, tra le novità, un eccessivo ottimismo per le previsioni programmatiche del Pil per il 2016. Le ultime notizie confermano, infatti, che i fattori di rischio diventano ancor più evidenti nel 2017 e 2018. Per gli anni 2015-2016, il principale fattore di rischio riguarda la crescita del Pil nel 2016 che, pari a 1,3%, si colloca al limite più elevato dell'intervallo delle stime fatte.

A causa di questi nuovi errori emersi, sarà sempre più difficile che nella prossima Manovra vi siano interventi pensionistici, considerando che nello stesso Def non si fa alcun riferimento alle pensioni. Del valore complessivo delle risorse stanziate per le diverse misure che il governo ha intenzione di inserire nella Manovra, non ne risultano da impiegare per novità pensioni.

La Manovra avrà un valore di 27 miliardi di euro e dei fondi stanziati per gli interventi da definire e quelli obbligatori, sperando ancora in una maggiore flessibilità concessa da Bruxelles, resterebbero due miliardi circa da impiegare per le pensioni, una cifra davvero irrisoria per l’approvazione di piani flessibili per rivedere i requisiti di pensioni di anzianità e vecchiaia, ma anche per la definizione di soluzioni ad hoc per esempio per lavoratori precoci e usuranti.

Per il via libera alla quota 100, per esempio, somma di età anagrafica e contributiva, servirebbero 10 miliardi di euro circa; 4, 6 miliardi di euro per la mini pensione, e sei miliardi servirebbero anche per il piano ibrido combinazione di quota 100, mini pensione e contributivo. Con le risorse di due miliardi si potrebbe prorogare il contributivo donna ma anche procedere all’erogazione dell’assegno universale. Resta, tuttavia, da capire se davvero il governo ha intenzione di agire in tal senso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il