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Pensioni ultime notizie: tutto sarebbe fattibile se ci fosse Spending Review, la grande assente nella manovra finanziaria

L'assenza di una vera spending review sta limitando le possibilità di introdurre concreti cambiamenti nelle pensioni in Italia.




Le novità sulle pensioni potrebbero essere finanziate con il taglio della spesa pubblica. Dinanzi a una crescita economica inadeguata per finanziare le manovre prospettate, la spending review rimane un'arma da giocare, ma sostanzialmente inutilizzata. Non è quindi un caso che, una dopo l'altra, siano state bocciate le ipotesi di quota 100 (10-15 miliardi) come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per potersi congedare dal lavoro; le mini pensioni (4-6 miliardi) a favore degli over 55 senza lavoro e senza pensione; la staffetta generazionale tra lavoratori anziani e nuove leve.

Saranno comunque anticipate nella manovra finanziaria alcune delle misure previste dalla riforma della pubblica amministrazione, dallo sfoltimento delle partecipate locali al taglio di enti inutili o in rosso e l'eliminazione degli uffici ministeriali doppioni. Si tratta comunque di cifre non sufficienti per finanziare veri cambiamenti nelle pensioni. Per compensare questo "profilo più graduale di tagli", come viene definita la riduzione non quantificata del contributo della spending review, si guarda ad alcune non specificate misure di copertura, che saranno utilizzate "prevalentemente nel 2016". Insomma, l'impressione è che non sia stato definito un piano chiaro e definitivo.

Il governo sta invece lavorando su un terzo fronte rispetto alla spending review e all'attesa della crescita economica: la flessibilità che è fiducioso di ottenere da Bruxelles, in base alla clausola sulle riforme e a quella sugli investimenti. Tema che, insieme alla presentazione del nuovo quadro programmatico della finanza pubblica, è stato al centro dell'incontro tra il ministro dell'Economia e il vicepresidente della commissione europea Valdis Dombroviskis. Insieme al premier si è detto fiducioso che l'Italia abbia le carte in regola per ottenere la richiesta flessibilità e avere così maggiori margini di manovra per fare le riforme sperate.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il