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Pensioni novità e ultime notizie questa settimana con numerose ulteriori indicazioni Renzi, Poletti, Morando, Boeri, Baretta

Sono ormai da tempo al vaglio piani pensioni differenti e che si realizzeranno in tempi diversi: le novità, cosa prevedono, per chi valgono e quando potrebbero essere approvate




Piani pensioni differenti e in diversi tempi: sembra essere questo il nuovo programma di lavoro del governo alle prese ormai da tempo con novità pensioni sempre più auspicate. Le ultime notizie, tuttavia, confermano che sarà decisamente difficile riuscire a modificare le norme attuali come si vorrebbe nel breve periodo e, soprattutto, in vista della prossima Manovra Finanziaria. Bisogna risolvere infatti il problema della scarsa disponibilità di risorse economiche e della contrarietà a modifiche pensionistiche ribadita da Bce e Ue. Quest’ultima, infatti, potrebbe esclusivamente appoggiare l’approvazione dell’assegno universale, perché si tratta di una misura a sostegno delle persone in difficoltà già vigente in quasi tutti gli altri Paesi europei.

Di certo c’è che per una soluzione pensionistica universale per tutti bisognerà aspettare ancora un bel po’. Tra i piani al vaglio è quello contro la povertà ma anche un nuovo piano di uscita dal lavoro a 63 anni, con 35 o 30 anni di contributi e penalizzazioni del 3-4% fino a un massimo del 10-12% per il periodo mancante al raggiungimento dei 66 anni, ma valido solo per coloro che sono rimasti fuori delle salvaguardie già scattate, per i disoccupati over 62 e per le donne. Queste  novità potrebbero rientrare in una legge delega, come già accaduto con le nuove norme del Lavoro, con cui il governo si impegnerebbe a formulare le sue proposte in 6-12 mesi per poi farle approvare dal Parlamento.

Nulla, dunque, lascia intendere di aspettarsi cambiamenti pensionistici nella prossima Manovra Finanziaria, nonostante diversi ministri e forze politiche continuino a ribadire che si sta lavorando per definire piani flessibili per le pensioni entro ottobre. Ma mancano, in realtà, le condizioni ideali per poter lavorare in tal senso e mancano anche i fondi che sono stati destinati a cambiamenti prioritari, e obbligatori, per il governo. La conferma che nulla si farà nella Manovra sulle pensioni arriva anche dalla revisione del Def, il Documento di Economia e Finanza che definisce le misure da inserire nella Manovra, ma in cui non si fa alcun riferimento alle pensioni.

Non ci sono infatti le risorse necessarie per agire sulla questione previdenziale. Restano a disposizione solo due miliardi di euro che ancora non si sa se verranno impiegati per l’assegno universale, la proroga del contributivo donna o per un piano anti-povertà. Ma cresce anche la fila degli ormai contrari a interventi pensionistici e insieme a Bce e Ue c’è anche Scelta Civica, che non ritiene sia il momento giusto per intervenire sulle pensioni flessibili, e Confindustria che, dopo aver inizialmente appoggiato modifiche alle pensioni perché collegate al lavoro e al rilancio dell’occupazione, ora segue la nuova strategia di lavoro del premier che punta ad un piano di taglio delle tasse per imprese e famiglie.

L’unica novità che potrebbe arrivare con la Manovra di ottobre è la proroga contributivo donna, che verrebbe modificato rispetto a quanto previsto attualmente, con possibilità di pensione a 62, 63 anni e non più a 57 per le statali e a 58 per le autonome, sempre con 35 anni di contributivo ma non accettando tagli del 25, 30% con pensione calcolata con sistema contributivo, ma con penalizzazioni del 3, 3,5% per ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro e cancellando lo scalino dei 22 mesi che scatterebbe dal prossimo anno, bloccando il turn over. Di certo c’è che qualsiasi novità pensioni dovesse arrivare nel breve periodo sarà dedicata esclusivamente a determinate categorie di lavoratori e non varrà per tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il