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Pensioni novità e ultime notizie la realtà, i numeri DEF mostrano limiti e problemi nonostante affermazioni e promesse

Le novità pensioni tanto auspicate sarebbero decisamente a rischio dopo revisione del nuovo Def: cosa prevede, andamento economico e stime




Le novità pensioni tanto auspicate sarebbero decisamente a rischio dopo l’ufficialità della revisione del nuovo Def, il Documento di Economia e Finanza, che pone le basi per le misure da inserire nella Manovra Finanziaria d’autunno. Innanzitutto il dato più chiaro che emerge, come confermano le ultime notizie, è che tra le diverse misure indicate non si fa alcun accenno alle pensioni, nessun riferimento a possibili modifiche pensionistiche.

Dei 27 miliardi di valore complessivo della Manovra, circa 1, 2 miliardi sarebbero destinati al welfare in maniera però piuttosto generica e bisogna ancora capire se queste risorse saranno destinate al piano povertà o per l’assegno universale o forse per la proroga del contributivo donna il cui costo si aggirerebbe proprio intorno ai 2 miliardi.

In questo contesto, bisogna poi considerare che oltre mezzo miliardo deve essere già utilizzato obbligatoriamente per le pensioni, in particolare per osservare la sentenza della Consulta sulla rivalutazione delle pensioni che non hanno goduto della propria rivalutazione negli anni scorsi. E a questo si aggiungono le stime, troppo alte, sull’andamento del Pil e gli eventuali rischi.

Secondo quanto riportato nel Def, infatti, le stime sono in linea per 2015 e 2016 ma ‘i fattori di rischio insiti nel tendenziale divengono maggiormente evidenti negli anni successivi’, quando nel 2017 e 2018 la crescita stimata dal Mef (1,3% nei due anni) supera il limite superiore del range dei previsori (1,2%). Se, dunque, nel 2015-2016 il principale fattore di rischio riguarda la crescita del Pil nel 2016 che, pari a 1,3%, al limite più elevato dell'intervallo delle stime dei previsori, i rischi crescono negli anni successivi. Nel 2017 e 2018, la crescita del Pil stimata dal Mef (1,3% in entrambi gli anni) risulta, infatti, al di sopra del limite superiore del range dei previsori (1,2% in entrambi gli anni).

Queste sovrastime indicano chiaramente che qualcosa potrebbe decisamente non andare come sperato il che comprometterebbe anche la possibilità di agire sulle pensioni, considerando che da sempre si dice che solo una crescita costante del Pil e quindi dell’economia italiana potrebbe portare a mettere a punto nuovi interventi di modifica sull’attuale legge pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il