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Pensioni novità e ultime notizie cambiamenti quota 100, staffetta, mini pensione Renzi, Baretta, Morando, Padoan, Poletti

Piani di modifica pensioni al vaglio del governo e cosa è cambiato con nuove posizioni e proposte da diversi esponenti politici: cosa prevedono le novità




Intervenire sulla legge pensionistica attuale con modifiche come quota 100, staffetta generazionale, mini pensione, contributivo, ma anche assegno universale era tra i piani da sempre in discussione al governo. Ma le ultime notizie riferiscono di decisi cambiamenti di lavoro, che seguono, probabilmente, la nuova strategia di lavoro del premier Renzi. Dopo aver, infatti, annunciato aumenti delle pensioni minime e piani di flessibilità in uscita per tutti e dopo settimane di silenzio, Renzi ha deciso di cambiare strada di lavoro, puntando soprattutto a nuovi piani di taglio delle tasse per imprese e famiglie e nuovo piano per le famiglie.

Poi, qualche giorno fa, è tornato ad aprire a modifiche pensionistiche purchè, come ha spiegato il ministro dell’Economia Padoan, non tocchino i conti pensionistici. Si tratta cioè di mettersi a lavoro su piani a costo zero per le casse dello Stato, gli stessi auspicati dal viceministro dell’Economia Morando e dal sottosegretario Baretta, che ha proposto piani di uscita flessibile prima dei 66 anni e con penalizzazioni sull’assegno finale a vita e non limitate nel tempo, come previsto da ogni piano finora al vaglio.

Il ministro Padoan ha avanzato anche una nuova proposta di uscita anticipata solo, però, per i lavoratori uomini che perdono il lavoro e a cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione normale. In questo caso potrebbero andare in pensione prima con penalizzazioni del 3, 4% sull’assegno finale. E mentre Boeri rilancia sul suo contributivo, spiegando che i tagli sulla pensione finale colpirebbero esclusivamente coloro che percepiscono pensioni più elevati e sarebbero del 15% e non del 30% come stimato dai sindacati, si sta lavorando per rivedere i requisiti del contributivo donna.

Ma si continua a puntare, come soluzione più fattibile, sul piano ibrido Renzi-Boeri, combinazione di quota 100, mini pensione e contributivo, autofinanziata, perché completamente a carico dei cittadini. Questo sistema permetterebbe di andare in pensione a 62 anni, con un taglio del 3% sull’assegno finale in base all’anno di anticipo in cui si lascia il lavoro e fino ad un massimo del 12%, alleggerendo però i tagli con una mini pensione che il lavoratore dovrà però poi restituire una volta maturata la normale pensione, calcolata esclusivamente sulla base dei contributi versati durante la propria vita lavorativa.

D'altro canto, invece, il ministro del Lavoro Poletti che continua a ribadire come il governo sia effettivamente impegnato nella revisione dei requisiti pensionistici rilancia sul part time come ipotesi ideale per rivedere l'attuale legge e per il rilancio dell'occupazione giovanile, allo stesso tempo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il