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Pensioni novità e ultime notizie legge Renzi-Boeri, mini pensione, contributivo, quota 100 in fasi separate e modifiche differenti

Modifiche all’attuale legge pensioni e tempi di lavoro differenti: sono diverse le novità al vaglio del governo, cosa prevedono e per chi varrebbero




Modificare le attuali norme pensioni con piani di quota 100, mini pensioni, contributivo, staffetta generazionale è tra gli obiettivi del governo Renzi ormai da due anni, lungo tempo in cui però non si è fatto nulla di concreto ancora e le ultime notizie non sono certo positive in tal senso. Nonostante si continui a ripetere e sperare che arrivino novità pensioni con la prossima Manovra Finanziaria, difficilmente si riuscirà a mettere a punto una soluzione universale per tutti ed è molto più probabile che si continuerà a lavorare solo per determinate categorie di lavoratori e in tempi differenti.

Con la prossima Manovra, infatti, l’unica novità che potrebbe arrivare è la proroga contributivo donna, ma rivisto rispetto a quello oggi previsto, con possibilità di pensione a 62, 63 anni e non più a 57 per le statali e a 58 per le autonome, sempre con 35 anni di contributivo ma non accettando tagli del 25, 30% con pensione calcolata con sistema contributivo, ma con penalizzazioni del 3, 3,5% per ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro, cancellando però lo scalino dei 22 mesi che blocca il turn over.

Successivamente si potrebbe mettere a punto un nuovo piano contro la povertà o un piano di uscita a 63 anni, con 35 o 30 anni di contributi e penalizzazioni del 3-4% fino a un massimo del 10-12% per il periodo mancante al raggiungimento dei 66 anni, ma valido solo per coloro che sono rimasti fuori delle salvaguardie già scattate, per i disoccupati over 62 e per le donne.

Le novità al vaglio potrebbero rientrare in una legge delega, come già accaduto con le nuove norme del Lavoro, con cui il governo si impegnerebbe a formulare le sue proposte in 6-12 mesi per poi farle approvare dal Parlamento o attraverso un iter parlamentare o con un decreto diretto. Potrebbe essere fattibile l’iter parlamentare anche se richiederebbe tempi lunghissimi, ma la legge delega è quella che conviene di più.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il