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Pensioni ultime notizie nel DEF riaggiornato per manovra sembra impossibile presenza quota 100, mini pensioni, staffetta

Novità pensioni e piani per garantire maggiore flessibilità a tutti messe a rischio dalla revisione del nuovo Def: nessun riferimento alla questione previdenziale e rischi




Probabilmente, come era stato già anticipato, non ci sarà alcuna novità pensioni tra quelle auspicate nel breve periodo: le ultime notizie confermano, infatti, che bisognerà aspettare ancora, evidentemente, per l’approvazione di sistemi come quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale, legge ibrida Renzi-Boeri ma anche assegno universale, da sempre al vaglio del governo per rendere più flessibile l’uscita dal lavoro per tutti. A confermare il rinvio di tali novità il nuovo Def, Documento di Economia e Finanza, che definisce le misure della Manovra Finanziaria di ottobre.

Dalla revisione del Def si nota, innanzitutto, come, tra  le diverse misure previste, non vi sia alcun riferimento alla questione pensioni. Sarebbero, inoltre, disponibili risorse del valore di circa 2 miliardi di euro ma che non si sa ancora a cosa destinare, se ad un piano povertà a sostegno delle famiglie che si sono ritrovate a vivere in condizioni di forti difficoltà economiche, causa crisi, o per l’assegno universale o per la proroga del contributivo donna, che costerebbe proprio 2 miliardi.

Mezzo miliardo poi deve già essere impiegato per le pensioni, in particolare per rispondere alla sentenza imposta dalla Consulta sulla rivalutazione, mancata, delle pensioni. E tra i fattori di rischio che impediscono la possibilità di mettere in atto novità concrete sulle pensioni, vi sarebbero le stime, esagerate, sull’andamento del Pil nei prossimi anni.

Se, infatti, le stime sono in linea per 2015 e 2016, ‘i fattori di rischio insiti nel tendenziale divengono maggiormente evidenti negli anni successivi’, quando nel 2017 e 2018 la crescita stimata dal Mef (1,3% nei due anni) supera il limite superiore del range dei previsori (1,2%) e questo potrebbe compromettere la realizzazione di cambiamenti sulle pensioni possibili, come da sempre si dice, in maniera certa, soltanto se si attesta una crescita economica continua e costante di cui l’andamento del Pil è principale indice.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il