BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità e ultime notizie vecchiaia, anzianità, precoci tra indicazioni Renzi, Morando, Baretta,Boeri e situazione concreta

Revisione dei requisiti pensionistici oggi richiesti e piani realmente al vaglio del governo per modificare le pensioni: quali novità aspettarsi?




Rivedere i requisiti di uscita per le pensioni si vecchiaia e anzianità, mettere a punto soluzioni ad hoc per lavoratori precoci e usuranti, definire una soluzione universale per tutti che eviti di rendere ancor più rigidi i requisiti pensionistici dal prossimo primo gennaio 2016: sono diverse le novità pensioni al vaglio del governo e diverse le ipotesi di lavoro, anche se secondo le ultime notizie difficilmente si riuscirà a fare qualcosa di concreto nell’immediato, con possibilità di rimandare tutto al prossimo anno, nonostante le recenti affermazioni di autorevoli esponenti politici, dal premier Renzi ai tecnici del Tesoro Padoan, Morando e Baretta, al ministro del Lavoro Poletti che aprono a modifiche pensionistiche e ribadiscono piani in discussione.

La domanda è quali sono questi piani sul tavolo del governo ormai da troppo tempo e quale tra questi sarà davvero approvato? Rispondere a questi quesiti sembra piuttosto difficile soprattutto alla luce delle ultime posizioni ribadite da Ue e Bce contrarie ancora a modifiche pensionistiche e delle stime sull’andamento del Pil. La volontà politica di lavorare sulle pensioni sembra esserci ma mancano le condizioni ideali per definire soluzioni nella prossima Manovra Finanziaria e l’unica novità possibile potrebbe essere solo la proroga del contributivo donna, pensata da Renzi come giustificazione alle tante affermazioni fatte sulle pensioni, tanto da poter sostenere di aver fatto qualcosa di concreto sulle pensioni.

Si tratterebbe, tuttavia, di un contentino per partiti politici ed elettorato, soprattutto considerando l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative e l’interesse particolarmente puntato sulla questione pensioni tanto cara ai cittadini. Per agire comunque con novità pensionistiche, secondo viceministro dell’Economia Morando e sottosegretario Baretta, bisogna pensare esclusivamente a piani a costo zero lo Stato, autofinanziati. Del resto, lo stesso Padoan solo qualche giorno fa ha aperto a modifiche pensionistiche purchè non si tocchino i conti pubblici, sostenuto in questa affermazione dal premier Renzi.

Più cauto il ministro del Lavoro Poletti, che ha rilanciato sul part time e sull’eliminazione dello scalino che blocca il tur over nel contributivo donna. Se, infatti, il contributivo donna di oggi prevede l’uscita anticipata a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome, con 35 anni di contributi e accettando una pensione finale ridotta interamente calcolata con sistema contributivo, le modifiche vorrebbero l’uscita anticipata delle donne dal lavoro dal 2016 a 62-63 anni e con 35 di contributi ma non più con ricalcolo contributivo dell’assegno bensì con una penalizzazione del 3,3% l’anno per massimo tre anni (con penalizzazioni non oltre il 10%), cancellando l’innalzamento di 22 mesi previsto a gennaio per le dipendenti private e bloccando lo scalino che non permette il turn over lavorativo.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il