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Pensioni novità posizioni Pd, Lega, M5S, Fi, riforma stipendi, contratti rinnovo Pa,indulto,riforma energia: novità mercoledì oggi

Le novità del governo Renzi mercoledì 30 Settembre tra ribadite contrarietà a modifiche pensionistiche e nuovi piani al vaglio del governo, cambiamenti per settore energia e novità riforma della P.A.




AGGIORNAMENTO:  Novità ad oggi mercoledì 30 Settembre per quanto riguarda le ultime notizie sulle pensioni. Le nuove posizioni dei partiti con un Pd spaccato tra una visione realistica e una che richeide cambiamenti forti, il rilancio del Movimento 5 Stelle, di Forza Italia  e Lega su più punti e il no di Scelta Civica su cambiamenti all'attuale sistema

Il governo continua a lavorare sulle novità delle pensioni, nonostante le ultime notizie ad oggi mercoeldì 30 settembre confermino che sarà decisamente difficile riuscire a modificare le attuali norme. Sono comunque diversi i piani al vaglio. Intanto è arrivato il via libera dal Cdm al decreto sulla valutazione performance nell'ambito della riforma della P.A. e il presidente Squinzi ha presentato un nuovo pacchetto di misure volte a modificare il mercato dell’energia elettrica.

Pensioni: Il governo continua a lavorare sulle pensioni, nonostante le ultime notizie confermino che sarà decisamente difficile riuscire a modificare le attuali norme come si vorrebbe nel breve periodo e, soprattutto, in vista della prossima Manovra Finanziaria. Bisogna risolvere infatti il problema della scarsa disponibilità di risorse economiche e della contrarietà a modifiche pensionistiche ribadita da Bce e Ue. Tra le novità in discussione, l’Ue potrebbe appoggiare solo l’approvazione dell’assegno universale, che è già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei. Tra le altre novità su cui si sta lavorando il piano contro la povertà e un nuovo piano di uscita dal lavoro a 63 anni, con 35 o 30 anni di contributi e penalizzazioni del 3-4% fino a un massimo del 10-12% per il periodo mancante al raggiungimento dei 66 anni, ma valido solo per coloro che sono rimasti fuori delle salvaguardie già scattate, vale a dire per i disoccupati over 62 e per le donne. Queste  novità potrebbero rientrare in una legge delega, con cui il governo si impegnerebbe a formulare le sue proposte in 6-12 mesi per poi farle approvare dal Parlamento. Non sono però disponibili ulteriori risorse per agire sulla questione previdenziale. Sono a disposizione solo due miliardi di euro che ancora non si sa se verranno impiegati per l’assegno universale, la proroga del contributivo donna o per un piano anti-povertà. L’unica novità che potrebbe arrivare con la Manovra Finanziaria è la proroga contributivo donna, che verrebbe modificato rispetto a quanto previsto attualmente, con possibilità di pensione a 62, 63 anni e non più a 57 per le statali e a 58 per le autonome, sempre con 35 anni di contributivo ma non accettando tagli del 25, 30% con pensione calcolata con sistema contributivo, ma con penalizzazioni del 3, 3,5% per ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro e cancellando lo scalino dei 22 mesi che scatterebbe dal prossimo anno, bloccando il turn over. Cresce, intanto, anche la fila dei contrari a cambiamenti pensionistici e insieme a Bce e Ue c’è anche Scelta Civica, che non ritiene sia il momento giusto per modificare le pensioni flessibili, e Confindustria che, dopo aver inizialmente appoggiato modifiche alle pensioni perché collegate al lavoro e al rilancio dell’occupazione, ora segue la nuova strategia di lavoro del premier che punta ad un piano di taglio delle tasse per imprese e famiglie.

Riforma energia: Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha presentato le linee guida per una riforma del mercato dell’energia spiegando che è necessario “Definire in tempi rapidi un assetto strutturalmente stabile del mercato elettrico rappresenta per Confindustria una priorità, nella ferma convinzione che sia necessario e imprescindibile garantire l'efficienza nella produzione elettrica, la sicurezza del sistema e la sostenibilità ambientale quale volano di sviluppo industriale ed economico”.  Secondo Squinzi, “Se non abbiamo il coraggio di affrontare in modo radicale il cambio di paradigma che sta attraversando il settore, difficilmente potremmo cambiare l'assetto di funzionamento all'interno di una prospettiva europea”. La riforma propone un pacchetto di modifiche che complessivamente porterà ad 1 miliardo di risparmio nelle tasche dei consumatori. In particolare, nel breve termine (entro il 2018) il risparmio stimato sarebbe di circa 600 milioni di euro, a cui aggiungere altri circa 300 milioni nel medio-lungo termine.

Indulto e amnistia: Mentre sono ancora fermi in Commissione Giustizia i ddl sulle misure di indulto e amnistia, continuano ad essere presentate interrogazioni parlamentari sul tema carcerario. L’ultima è del dell’onorevole Murer e la questione degli ospedali psichiatrici giudiziari. L’onorevole, rivolgendosi al premier Renzi, al ministro della Giustizia Orlando e al ministro della Salute Lorenzin ha spiegato che “Nel gennaio del 2012 è stata decisa la chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 31 marzo 2013; poi tale chiusura è stata prorogata tale chiusura al primo aprile 2014, quindi al 30 aprile 2014 e si è arrivati ad un rinvio fino al 31 marzo 2015; modificando l’approccio dal sistema puramente manicomiale alla cura delle persone nel territorio, guardando alle misure alternative e alla fine della pratica degli internamenti; la nuova legge ha stabilito che di norma devono essere adottate dai magistrati misure alternative all’internamento in ospedali psichiatrici giudiziari, obbligando le regioni a presentare progetti terapeutico riabilitativi individuali per le internate e gli internati, per consentire le loro dimissioni attraverso la presa in carico da parte dei servizi socio-sanitari”. Il problema per Murer è che mancano sia la realizzazione delle residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sia la determinazione di misure alternative alla detenzione come progetti di cura e riabilitazione individuale attraverso il potenziamento dei servizi territoriali di salute mentale, per cui si registra ancora una gravissima inefficienza di gestione di questa emergenza carceraria.

Riforma Pubblica Amministrazione: Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al regolamento di disciplina delle funzioni del dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni, su proposta del ministro della P.A. Madia. Il regolamento, così come si legge in una nota diffusa, disciplina per le amministrazioni la possibilità di semplificare il ciclo della performance e per il cittadino la garanzia di una valutazione più indipendente e affida al Dipartimento della Funzione Pubblica un ruolo di coordinamento, sulle competenze, sulla misurazione e valutazione della performance.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il