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Pensioni ultime notizie e novità piani Morando, Renzi, Baretta, Boeri con obiettivi attuali Pd, Laga, M5S, Forza Italia

Le posizioni dei partiti politici sulle diverse novità pensioni e nuovi orientamenti del governo: le ultime notizie e ipotesi in discussione




I diversi partiti politici, da Pd, a Lega, M5S, e FI sono sempre stati protagonisti attivi del dibattito previdenziale, pronti a presentare novità volte a rivedere i requisiti attualmente richiesti per andare in pensione ma non solo. Tra assegno universale per tutti e aumento delle pensioni minime a mille euro, M5S e Forza Italia hanno creato non poche discussioni. Si tratta, tuttavia, di discussioni che, come confermano le ultime notizie, ad oggi non hanno ancora portato a nulla di concreto. Anzi, continuano ad arrivare nuove proposte di modifiche delle pensioni e continuano a cambiare gli orientamenti di lavoro del governo, in parte dovuti al cambio di strategia di lavoro su cui sembra si stia concentrando il premier Renzi in vista della prossima Manovra Finanziaria di ottobre.

La certezza, al momento, è che meccanismi di quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale e piano ibrido Renzi-Boeri saranno rimandati e che ora si potrebbe ancora lavorare esclusivamente su cambiamenti minimi, a partire dalla proroga del contributivo donna, per cui potrebbero essere rivisti anche i requisiti. Se Lega e M5S hanno sempre chiesto di rinviare il contributivo donna anche oltre il 2015 e fino al 2018, dal 2016 potrebbero invece cambiare i requisiti. L’uscita, invece che a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome, potrebbe essere fissata a 62, 63 anni, sempre con 35 anni di età, ma piuttosto che calcolare l’intera pensione finale con sistema contributivo accettando un assegno ridotto del 25, 30%, a fronte di un’età di alta, si potrebbero applicare penalizzazioni del 3, 3,5% per ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro fino ad un massimo del 10%.

Altra novità pensioni arriva dal ministro dell’Economia Padoan che, a sorpresa, ha aperto a cambiamenti pensionistici ma pensando solo ad alcune categorie di lavoratori: la sua nuova proposta interessa infatti i lavoratori uomini rimasti disoccupati e che potrebbero andare in pensione due o tre anni prima con penalizzazioni minime del 3, 4% sull’assegno finale. A sostenere il ministro Padoan, secondo cui novità pensionistiche potrebbero essere possibili solo se non si toccano i conti pubblici, non solo il premier Renzi ma anche altri tecnici del Tesoro, dal viceministro dell’Economia Morando al sottosegretario Baretta, d’accordo con le modifiche purchè siano a costo zero per lo Stato.

Ribadisce piani al vaglio del governo per modificare le attuali norme previdenziali anche il ministro del Lavoro Poletti che, però, piuttosto che rilanciare su mini pensione o quota 100 e contributivo, per la pensione anticipata punta nuovamente sulla staffetta generazionale, soluzione particolarmente collegata al lavoro e pronta a rilanciare l’occupazione giovanile. Il presidente dell’Inps Boeri, pronto innanzitutto a cancellare i vitalizi dei ricchi politici, rilancia sul suo contributivo, garantendo che i tagli saranno applicati esclusivamente alle pensioni più elevate e che si aggirano intorno al 15% e non al 30 come stimato dai sindacati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il