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Pensioni novità per pochi più negative che positive, riforma detrazione 65 casa,indulto,riforma regime minimi: novità giovedì oggi

Le novità ad oggi giovedì 1 ottobre tra piani per pensioni diversi e che potrebbero arrivare in tempi differenti, possibili cambiamenti per il regime dei minimi con la nuova Manovra Finanziaria e proroga bonus edilizia.




Gli interventi sulle pensioni, difficili da attuare nel breve periodo, sono diversi e potrebbero arrivare in fasi differenti. Le ultime notizie ad oggi giovedì 1 Ottobre, confermano possibili novità nella prossima Manovra Finanziaria per quanto riguarda il regime dei minimi per i titolari di Partita Iva e si attende anche la proroga del bonus mobili.

Pensioni: Continuano a susseguirsi annunci, affermazioni e conferme su eventuali novità pensioni, nonostante le ultime notizie confermino che nel breve periodo difficilmente si riuscirà a fare qualcosa di concreto per quanto riguarda la flessibilità in uscita. A bloccare ancora le modifiche sulle pensioni la contrarietà di Ue e Bce, gli ultimi dati sull’alto debito pubblico ancora da risanare in Italia che sottrae risorse da impiegare per eventuali novità pensionistiche, e la mancanza di un accordo tra le diverse forze politiche sui cambiamenti da attuare. L’unica novità che potrebbe essere approvata è la proroga contributivo donna, ma con nuovi requisiti dal 2016 e possibilità di andare in pensione a 62, 63 anni e non più a 57 per le statali e a 58 per le autonome, sempre con 35 anni di contributivo ma non accettando tagli del 25, 30% con pensione calcolata con sistema contributivo, ma con penalizzazioni del 3, 3,5% per ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro, cancellando però lo scalino dei 22 mesi che blocca il turn over. Altra novità al vaglio è il piano contro la povertà o la possibilità di pensione a 63 anni, con 35 o 30 anni di contributi e penalizzazioni del 3-4% fino a un massimo del 10-12% per il periodo mancante al raggiungimento dei 66 anni, piano che però potrebbe valere solo per coloro che sono rimasti fuori delle salvaguardie già scattate, e oltre le donne, anche per i disoccupati over 62. Si tratta di novità che potrebbero rientrare in una legge delega, come già accaduto con le nuove norme del Lavoro, che il governo formalizzerebbe in 6-12 mesi per poi farla approvare dal Parlamento, o attraverso un iter parlamentare o con un decreto diretto. L’ipotesi del decreto diretto sembra piuttosto difficile, mentre potrebbe essere più fattibile l’iter parlamentare anche se richiederebbe tempi lunghissimi, mentre la legge delega è quella che conviene di più. In ogni caso, le eventuali novità non sarebbero universali ma destinate esclusivamente a singole categorie di lavoratori.

Riforma P. Iva regime dei minimi: Visto il poco successo riscosso dal regime dei minimi nuovo stabilito con la Manovra Finanziaria 2015, si pensa di rivedere le norme che regolano il regime dei minimi per i titolari di Partita Iva. Al vaglio del governo vi sarebbe l'ipotesi di un ritorno all'aliquota del 5% per chi guadagna fino a 30mila euro, per chi inizia una nuova attività e avvia startup. Il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, ha spiegato che “esiste la necessità di rivedere il regime forfettario dei minimi”, mentre il sottosegretario Zanetti ha detto che “Si sta valutando la possibilità di alzare da 15 a 30 mila euro il tetto (di ricavi) per i liberi professionisti e per i primi 5 anni di attività delle startup l’aliquota scenderà dal 15 al 5%”. A beneficiare della novità sarebbero quasi 1 milione e 800 mila lavoratori che sulle dichiarazioni del 2014 hanno riportato un volume d’affari sotto i 30 mila euro. Si tratterebbe di una revisione che renderebbe il regime fiscale decisamente più accessibile per i liberi professionisti.

Indulto e amnistia: Nulla ancora si muove per l’approvazione del quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia, ancora ferme in Commissione Giustizia, nonostante il recente appello di Papa Francesco, che da sempre ne sostiene l’approvazione. Non tutti, però, ne sono favorevoli e nonostante continuino ad arrivare notizie sulle condizioni di vita ancora allarmanti nelle carceri italiane, non sembra ci sia al momento l’intenzione di ricorrere alle misure di clemenza per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario. E a scoraggiare l’approvazione di indulto e amnistia sono anche le continue dichiarazioni del ministro della Giustizia Orlando, da sempre contrario a queste misure, che ribadisce come l’emergenza carceraria sia in via di risoluzione ormai da tempo, anche se i numeri lo smentiscono nettamente. Tra continui tentativi di suicidio e continue aggressioni ad agenti della polizia penitenziaria, tra continue denunce da parte dei carcerati stessi nonché dal Sappe, è chiaro come la situazione sia ancora decisamente critica.

Riforma bonus ristrutturazione casa: Si avviano ad essere riconfermati anche per il 2016 i bonus del 65% per lavori di ristrutturazioni edilizie volte al risparmio energetico e del 50% per i lavori in casa di ristrutturazione semplice. I bonus mobili e ristrutturazioni dovrebbero essere ampliati, per il nuovo anno, ad una platea più ampia, che dovrebbe comprendere anche gli affittuari, e potranno contare su risorse pari a 350 milioni di euro. Tra le possibili altre novità che l’ecobonus potrebbe avere nel 2016, l'estensione del credito di imposta al 65% anche all'edilizia pubblica, in particolare agli alloggi popolari; l’estensione degli incentivi alle operazioni di ristrutturazione dei capannoni e degli stabilimenti delle imprese; estensione del bonus mobili anche a giovani e coppie che rinnovano il mobilio anche se in affitto; e avvio di lavori di riqualificazione energetica dei condomini d'Italia che vada oltre l’uso di incentivi e strumenti già in vigore. L’ipotesi sarebbe quella di utilizzare l'ecobonus del 65% anche a progetti delle cosiddette esco, le energy saving company, che potrebbero allearsi con le imprese di costruzione nel progettare interventi sui condomini o grandi edifici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il