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Pensioni ultime notizie vecchiaia, precoci, anzianità, usuranti cambiamenti reali con chiave di volta da tutti dimenticata

Una spending review quasi dimenticata e novità pensioni che sembrano allontanarsi ancora: ridimensionati i tagli della spending review inizialmente previsti nel Def della scorsa primavera




Una spending review quasi dimenticata e novità pensioni che sembrano allontanarsi ancora: secondo le ultime notizie, in realtà, le modifiche alle pensioni sarebbero già state rimandate ma in vista della prossima Manovra Finanziaria si è tornati a parlare di piani per garantire maggiore flessibilità in uscita, anche se non per tutti. Le modifiche di questi ultimi giorni, infatti, sembrano concentrarsi su determinate categorie più che definire una soluzione universale per novità pensioni di anzianità e vecchiaia.

Occhi puntati sulla proroga del contributivo donna e su novità per i lavoratori uomini che rimangono disoccupati in un’età avanzate e che potrebbero andare in pensione prima con penalizzazioni del 3, 4% all’anno. Nulla, però, per i lavoratori usuranti e precoci che sono stati fortemente penalizzazioni della attuali norme. Si tratta di un ‘nulla’ derivante dalla mancanza di risorse economiche necessarie e se fino a qualche mese fa la speranza era di riuscire a recuperare soldi dai tagli della spending review, ora sembra tramontare anche questo piano.

I tagli alla spesa pubblica previsti dalla spending review, tra i principali quelli alle detrazioni sanitarie e che dovrebbero colpire i bonus del settore agricolo, sarebbero stati decisamente ridimensionati. Dalla Nota di aggiornamento del Def emerge che l’esecutivo starebbe valutando un possibile ridimensionamento dei tagli inizialmente previsti e si fa esplicito riferimento all’adozione ‘di un profilo più graduale del nuovo programma di tagli alla spesa rispetto a quello ipotizzato nel Documento di economia e finanza della scorsa primavera’.

Secondo alcune fonti, il gettito previsto dagli unici interventi di spending review previsti, tra tagli di agevolazioni fiscali e bonus, dovrebbe essere di 6, 7 miliardi di euro, risorse che potrebbero essere impiegate per modifiche pensioni, che assicurerebbero vantaggi sia in termini occupazionali che in termini di risparmi, nel lungo periodo. Le risorse potrebbero essere sufficienti per l’approvazione di modifiche minime, perché, per esempio, per l’approvazione della proroga del contributivo donna o per la staffetta generazionale servirebbero circa 4 miliardi, che salirebbero a 8 miliardi per il piano di quota 100. In ogni caso, si tratterebbe di anticipi, considerando che ogni piano di prepensionamento prevede penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di uscire prima.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il