BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità e ultime notizie piani Renzi, Poletti, Boeri, Morando attuali peggiorativi e negativi più che migliorativi

Piani di modifica pensioni al vaglio del governo, le ultime novità per singole categorie e prospettive di cambiamento per l’anno prossimo: la situazione




Il governo da tempo analizza diverse novità e piani di cambiamento per rivedere i requisiti di accesso alla pensione, considerati troppo rigidi. Da piano di quota 100 a mini pensione, staffetta generazionale, contributivo alle ultime notizie del nuovo piano ibrido Renzi-Boeri che dovrebbe permettere di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e una decurtazione del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di pensionamento fissata attualmente.

In questo caso la penalizzazione sull’assegno mensile arriverebbe ad un massimo del 12% se si decide di lasciare a 62 anni, ma si tratta di un taglio che verrebbe in parte alleggerito da un prestito erogato dallo Stato, con mini pensione, che il lavoratore dovrà poi restituire, con piccole decurtazioni mensili sulla pensione finale, quando avrà maturato i normali requisiti richiesti, che sarà calcolata in base ai contributi realmente versati dal singolo lavoratore nel corso della vita professionale.

Si pensa anche ad un piano di pensione anticipata a 62 anni a fronte, però, di penalizzazioni pesanti che potrebbero raggiungere anche tagli del 30% sull'assegno finale, piano che riprende il ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell'Inps con tagli consistenti sulle pensioni finali esclusivamente risultato del calcolo contributivo, anche se Boeri ha spesso ribadito che le penalizzazioni non arriverebbero al 30% stimato dai sindacati, bensì al 15% e colpirebbero esclusivamente le pensioni più alte, intorno ai 2, 3 mila euro. Tra i piani in fase di sviluppo anche modifiche ai requisiti del contributivo donna.

Dal 2016, infatti, l’uscita anticipata per le donne salirebbe dai 57 anni per le statali e 58 per le autonome a 62-63 anni e con 35 di contributi ma non più con ricalcolo contributivo dell’assegno che riduce l’assegno del 25, 30% circa ma una penalizzazione del 3,3% l’anno per massimo tre anni, con penalizzazioni che non supererebbero il 10%, evitando anche l’innalzamento di 22 mesi previsto a gennaio per le dipendenti private. Altro cambiamento potrebbe interessare solo gli uomini over 62: si tratta di un nuova proposta di modifica, valida elusivamente per i lavoratori uomini che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione e che potrebbero uscire con una lieve penalizzazione del 3, 4%.

Se, dunque, venissero realizzati i piani attuali limitati a singole categorie di lavoratori, come appena spiegato, il prossimo anno si assisterebbe ad un generale peggioramento della situazione pensionistica, visto che a fronte di miglioramenti solo per alcune persone, vi sarebbe anche un aumento dell’età pensionabile, voluto dalle attuali norme, e che è ciò su cui si dovrebbe invece lavorare in maniera universale entro la fine dell’anno.

Dal primo gennaio 2016, infatti, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, l’età pensionabile salirà di quattro mesi, passando dai 66 anni e tre mesi attuali ai 66 anni e sette mesi. Si tratta di uno scatto che si verificherà poi ogni due anno secondo il principio che più a lungo si vive e più a lungo si può lavorare. Sarà, tuttavia, uno scatto automatico che non tutti i lavoratori possono sopportare, considerando le diverse mansioni di tutti ma anche il fatto che diventerà quasi impossibile per tutti andare in pensione a 70 anni, come previsto entro il 2050.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il