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Pensioni novità e ultime notizie più negative che positive legge Renzi-Boeri, quota 100, mini pensioni, staffetta attuali

Mentre si discute da sempre di piani di prepensionamento per tutti, buone prospettive si aprono solo per pochi: le novità possibili e cosa cambierebbero




Sono due anni ormai che il governo Renzi discute di novità e modifiche pensionistiche legate alla revisione dei requisiti per lasciare il lavoro, oggi considerati decisamente troppo rigidi e destinati a diventarlo ancor di più dal prossimo primo gennaio 2016. Le ultime notizie confermano infatti che dall’anno prossimo, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, l’età pensionabile passerà dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi, aumentando di quattro mesi e si tratta di uno scatto che automaticamente si ripeterà ogni due anni, di tre, quattro mesi, fino ad arrivare alla soglia dei 70 anni di età per l’uscita dal lavoro nel 2050.

Questo meccanismo è stato definito dalle norme attualmente in vigore secondo il principio per cui più si vive, più si può lavorare, ma non si è tenuto conto innanzitutto del fatto che non tutte i lavori sono uguali, per cui alcune categorie di lavoratori potrebbero far fatica davvero a raggiungere i requisiti richiesti, e fra questi precoci e usuranti, e poi del fatto che la soglia dei 70 sarebbe impossibile da raggiungere per tutti. E’ chiaro che ognuno, dopo una vita di lavoro, deve e vuole godersi il frutto il tanto impegno, ma si tratta di una prospettiva destinata a svanire nel nostro Paese se non si interverrà sui requisiti pensionistici.

Lo si potrebbe fare valutando quale dei piani tra quelli al vaglio, tra quota 100, mini pensione, contributivo, part time, come anche l’assegno universale, sia quello più fattibile, ma le novità confermano che entro l’anno questi piani difficilmente saranno attuati. D’altra parte però eventuali miglioramenti potrebbero interessare solo alcune persone e riguardare la proroga del contributivo donna, ma con requisiti rivisti a partire dal 2016 e l’uscita anticipata per gli uomini over 62.

Per quanto riguarda le modifiche al contributivo donna, l’uscita anticipata per le donne dal 2016 salirebbe dai 57 anni per le statali e 58 per le autonome a 62-63 anni e con 35 di contributi ma non più con ricalcolo contributivo dell’assegno ma una penalizzazione del 3,3% l’anno per massimo tre anni, con penalizzazioni che non supererebbero il 10%, evitando anche l’innalzamento di 22 mesi previsto a gennaio per le dipendenti private. Per quanto riguarda i lavoratori uomini, la novità interesserebbe coloro che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione e che potrebbero uscire con una lieve penalizzazione del 3, 4%.

Approvare questi piani solo per singole categorie di lavoratori potrebbe portare il prossimo anno a miglioramenti pensionistici solo per pochi, considerando che poi i requisiti per lasciare il lavoro diventerebbero ancor più stringenti per tutti rispetto ad oggi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il