BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità e ultime notizie legge Renzi-Boeri, mini pensione e piani Poletti, Boeri, Morando più negativi che positivi

Una spending review ridimensionata e nuovi piani di cambiamento per le pensioni solo per pochi aprono nuovi orizzonti decisamente negativi per le pensioni: le ultime novità




La spending review ridimensionata e nuovi piani di cambiamento per le pensioni solo per pochi aprono nuovi orizzonti decisamente negativi per le pensioni. Per l’approvazione di piani come quota 100, mini pensione, part time, contributivo, al vaglio del governo ormai da sempre e che avrebbero potuto permettere novità di miglioramento per la situazione pensionistica attuale, bastava recuperare qualche risorsa in più semplicemente dai tagli della spending review messa a punto dal commissario Cottarelli, Tra tagli alle detrazioni sanitarie ed altre agevolazioni fiscali, però, le ultime notizie confermano che la spending review è stata decisamente ridimensionata con la revisione del Def, Documento di Economia e Finanza che pone le basi per le misure della Manovra Finanziaria.

Il che chiaramente significa che ci sarà poco margine di intervento sulle pensioni nella Manovra di ottobre, cosa non nuova, considerando che  sono settimane che si dice che nella prossima Manovra non ci sarà alcun intervento sulle pensioni, primo perché nel Def non vi è alcun riferimento, secondo perché il premier Renzi sembra aver cambiato strategia di lavoro preferendo concentrarsi più che su novità pensioni su nuovo piano di taglio delle tasse per imprese e famiglie e nuovo piano famiglia, e terzo perché i tecnici del Tesoro, dal viceministro Morando, al sottosegretario Baretta allo stesso ministro Padoan hanno aperto finalmente a modifiche pensionistiche purchè a costo zero.

Anche il ministro del Lavoro Poletti continua a ribadire che si lavora sulle pensioni, ha rilanciato il part time come soluzione ideale di modifica ma restano ancora da definire dettagli e tempi, mentre il presidente dell’Inps Boeri continua a rilanciare su contributivo e cancellazione dei ricchi vitalizi dei politici. Ma, in vista di peggioramenti dei requisiti pensionistici che entreranno in vigore dal primo gennaio 2016, quando per andare in pensione non basteranno i 66 anni e tre mesi ma bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi, i miglioramenti potrebbero prospettarsi solo per pochi.

In particolare, le novità potrebbero riguardare solo la proroga del contributivo donna, di cui verrebbero però rivisti i requisiti a partire dal 2016, e i lavoratori uomini over 62 che rimangono disoccupati e per cui si sta studiando una soluzione di uscita anticipata con penalizzazioni del 3, 4% sulla pensione finale. E’ chiaro, tuttavia, che lavorando solo per poche persone e non mettendo a punto una soluzione universale, la situazione pensionistica, in generale, sarebbe di netto peggioramento dall’anno prossimo e qualsiasi novità allora potrebbe essere anche inutile.

L'obiettivo, infatti, è riuscire a bloccare quel meccanismo per cui il primo gennaio 2016, ma automaticamente ogni due annni, l'età pensionabile salirà di tre, quattro mesi per effetto dell'aspettativa di vita Istat che sale e che potrebbe arrivare a rendere l'uscita dal lavoro decisamente impssibile per tutti i lavoratori.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il