BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Novità pensioni per cui in base ultime notizie ufficiose Ragioneria negherebbe il via legge Renzi-Boeri,mini pensioni,contributivo

L’ultimo rapporto del Tesoro conferma la difficoltà di agire con novità sulle pensioni: continuano ad essere negative le ultime notizie su modifiche richieste




Lavorare sulle pensioni sta diventando un’impresa ardua per il governo che continua a contraddirsi in merito e le novità lo testimoniano. Nonostante, infatti, l’attenzione continui ad essere puntata sulla necessità di modifiche con piani di prepensionamento che permettano di rivedere i requisiti di accesso alla pensione, rendendoli più flessibili, da quota 100 a mini pensione, contributivo, staffetta generazionale e nuova proposta ibrida Renzi-Boeri, che si presenta come combinazione di sistemi appena citati, ma anche sull’assegno universale, la situazione economica attuale lascia ben intendere che al momento nulla di tutto questo si potrà fare.

Mancano, infatti, i presupposti per agire con novità pensionistiche: da mesi si dice che per lavorare sul sistema previdenziale italiano è necessario che la crescita economica sia costante e continua, cosa che invece non si verifica, visto l’andamento piuttosto altalenante registratosi negli ultimi tempi. E a questa situazione di incertezza, si aggiunge anche l’ultimo Rapporto del Tesoro su andamento del Pil e costi della spesa pensionistica italiana.

Secondo i dati dell’ultimo Rapporto del Tesoro, dopo un’iniziale fase di crescita, dovuta alla recessione economica proseguita nel 2014, in relazione al Pil, la spesa pensionistica toccherebbe il 15% nel 2027. Le previsioni parlano di una possibile crescita fino al 2044 dove il rapporto spesa/Pil arriverebbe al 15,5%, per poi calare notevolmente, raggiungendo il 14,9% nel 2050 e il 13,7% nel 2060. Sono numeri che rendono sempre più difficile l’approvazione di cambiamenti per le pensioni e che rappresentano una spinta per  l’Ue a continuare a dichiararsi contraria a modifiche pensionistiche.

Particolarmente attenta ai conti pubblici, infatti, l’Ue non è mai stata favorevole a cambiare le pensioni italiane, nonostante si tratti di meccanismi che potrebbero portare vantaggi sia in termini occupazionali che in termini di risparmi, e l’unica novità che potrebbe approvare è l’assegno universale, considerando che si tratta di una misura già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il