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Pensioni ultime notizie DEF per manovra finanziaria non convince. Ennesimo rilievo tecnici contrari a cambiamenti pensioni

Il Def rivisto e i suoi numeri non convincono i tecnici del Senato: le novità sulle misure da attuare e le prospettive per modifiche pensionistiche




Troppo generica la revisione del Def e i tecnici del Senato non ci stanno: occhi puntati sulle novità che interessano i tagli di spesa per cui mancherebbero, come precisato dai tecnici stessi, ‘indicazioni qualitative e quantitative e la relativa copertura’. Secondo le ultime notizie, infatti, il Def riporta le misure cui destinare le risorse, da quelle di spinta all'occupazione, a piani per contrastare la povertà, agli investimenti privati, all'innovazione, all'efficienza energetica, alla cancellazione delle tasse sulla prima casa, al piano di rilancio del Sud, anche se nella versione rivista del Documento non si fa particolare riferimento alla materia come inizialmente previsto, ma senza alcun dettaglio particolare sulla quantità di risorse da destinare ad ogni misura.

La richiesta dei tecnici è dunque quella di avere piani e numeri definiti in modo da colmare i dubbi nati. E solo così potrebbero convincersi anche del fatto che mancano le risorse economiche per modificare le pensioni. Si tratta dell’ennesimo ‘caso all’italiana’: fino a qualche settimana fa sembrava che tutto fosse definito, dal valore complessivo della Manovra, di 27 miliardi, ai tagli della spending review che avrebbe dovuto portare ulteriori risorse ma che è stata notevolmente ridimensionata con la revisione del Def, alla maggiore flessibilità chiesta all’Ue, per cui si attende ancora risposta.

E a pagare le conseguenze di una disorganizzazione lavorativa sono sempre i cittadini: è vero che mancano i fondi per agire sulle pensioni cos come si vorrebbe, ma dal Def risulterebbero comunque due miliardi di euro ancora da utilizzare. Si è paventata la possibilità di usarli per un piano contro la povertà, o per l’assegno universale, seppur limitato, o ancora per la proroga del contributivo che costerebbe proprio due miliardi. Eppure al momento tutto è ancora incerto e mentre cresce questa incertezza, crescono anche le affermazioni dei diversi esponenti politici che, pur lontani dall’approvazione di novità pensioni, continuano a ribadirne l’urgenza e a confermare che sul tavolo del governo vi sono diverse ipotesi al vaglio.

Ci si chiede, tuttavia, quali sono le ipotesi che diventeranno realtà e soprattutto quando. Di certo c’è che al momento, nonostante le intenzioni, è sempre più difficile che qualcosa possa essere inserito nella Manovra Finanziaria di ottobre. Vi sono, infatti, misure prioritarie e obbligatorie che il governo deve definire, come l’applicazione delle sentenze dell’Alta Corte su rimborso ai pensionati e sblocco degli stipendi per gli statali, eppure le proposte di modifica continuano ad arrivare.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il