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Pensioni ultime notizie Renzi abbandona il suo piano originario con le novità che realmente sarebbero state necessarie

Continua a cambiare la strategia di lavoro del premier Renzi e nel corso degli ultimi mesi sono state diverse le novità: passaggi e ultime notizie




Continua a cambiare la strategia di lavoro del premier Renzi e nel corso degli ultimi mesi sono state diverse le novità. Inizialmente, e si parla dell’inizio dell’anno, la strategia originaria di Renzi sulle pensioni prevedeva il riassetto dell’intero sistema socio-previdenziale, discutibile in alcuni punti, ma da tanti considerato il migliore piano di lavoro che non soltanto prevedeva modifiche flessibili alle pensioni, confermate dall’ultima legge ibrida Renzi-Boeri, ma misure più generali che comprendevano anche revisione di sgravi fiscali, bonus, detrazioni e deduzioni per le famiglie, toccando, dunque, tutto il sistema sociale.

A queste si aggiungevano anche quegli interventi negativi e tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, sostenuti sia del presidente dell’Inps Boeri che dal commissario per la spending review Gutgled, che avrebbero permesso sia di accumulare nuovi fondi da impiegare poi sempre per le pensioni, sia di rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano in una equa logica di redistribuzione delle risorse. Poi, a inizio estate, aveva annunciato un nuovo piano di lavoro sulle pensioni, privilegiando due cambiamenti in particolare, vale a dire aumento delle pensioni minime e piani flessibili per tutti, intenzioni che a distanza di qualche settimana sono cadute nel dimenticatoio.

Era agosto, infatti, quando Renzi stesso, in occasione del meeting Cl di Rimini, ha parlato di modifiche a 360 grandi per rilanciare l’Italia, senza però fare alcun minimo accenno alle pensioni. Poi qualche settimana fa un ennesimo cambio di strategia di lavoro: piuttosto infatti che privilegiare le pensioni, la cui unica novità che potrebbe approvare nel breve periodo è la proroga del contributivo donna, Renzi si è focalizzato su nuovo piano famiglia e nuovo piano di taglio delle tasse per imprese e famiglie, da inserire nella prossima Manovra Finanziaria di ottobre.

E il Def rivisto, così come il ridimentisonamento dei tagli della spending review, conferma questa strategia: non ci sarebbero infatti né riferimenti né risorse per novità pensioni per cui è facilmente immaginabile che anche questa volta non ci sarà nulla nella Manovra di ottobre. A questo punto, com’era stato ipotizzato qualche giorno fa, è possibile che si preferisca lavorare ad un disegno di legge delega che permetterebbe al governo, in breve tempo, circa 6-12 mesi, di formulare le proprie ipotesi di cambiamento sulle pensioni in modo da trovare soluzioni definitive, tanto per le pensioni specificatamente quanto per una divisione tra previdenza e assistenza, tornando dunque a quel piano originario per cui proprio Renzi aveva voluto la nomina di Tito Boeri come presidente dell’Inps.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il