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Pensioni novità e ultime notizie quota 100, legge Renzi-Boeri, mini pensioni e strategia migliore Renzi eliminata al momento

Divisione tra spesa prettamente previdenziale e spesa assistenza e interventi negativi per novità positive: tramonta la strategia iniziale del premier Renzi e cambia il piano di lavoro




Una divisione tra spesa prettamente previdenziale e spesa assistenziale e interventi negativi per recuperare nuove risorse e ristabilire equità nel nostro sistema previdenziale: non si tratta di novità pensioni ma della iniziale strategia di lavoro del premier Renzi, una strategia che ormai sembra saltata e le ultime notizie sulle misure da inserire nella Manovra Finanziaria di ottobre, nonché i numeri del Def rivisto e il ridimensionamento dei tagli previsti dalla spending review lo dimostrano.

Eppure, nonostante i piani annunciati di sostegno alle famiglie in difficoltà e di taglio delle tasse per imprese e famiglie piacciano, la strategia originaria di Renzi che prevedeva il riassetto dell’intero sistema socio-previdenziale, con revisione di detrazioni, bonus e deduzioni per le famiglie, nonché tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, sostenuti sia dal presidente dell’Inps Boeri che dal commissario per la spending review Gutgled, era, ed è ancora, considerata la migliore da adottare, sia per una revisione del sistema previdenziale in sé sia per un riassetto dell’equilibrio dello stesso. Le risorse recuperate dagli interventi negativi sarebbero potute servire per l’attuazione di interventi postivi come piani di quota 100, mini pensione, contributivo, part time.

Nonostante i diversi annunci di Renzi sulle pensioni, che quest’estate puntavano soprattutto su aumento delle pensioni minime e definizione di piani di flessibilità in uscita per tutti, nulla di quanto annunciato si farà con la Manovra Finanziaria che deve essere presentata il prossimo 15 ottobre e l’unica novità che potrebbe approvare è la proroga del contributivo donna, misura che, tuttavia, rientra in una logica ben più ampia di lavoro.

L’approvazione del contributivo donna non rappresenterebbe infatti quella novità tanto auspicata da molti negli ultimi mesi e la soddisfazione di vederla finalmente realizzata, ma una sorta di contentino di Renzi a partiti politici ed elettorato per giustificarsi delle continue affermazioni su possibili cambiamenti alle pensioni, non arrivati in realtà ma che con questa misura dimostrerebbero che qualcosa di concreto è stato fatto.

Tramontate ormai le possibilità di veder realizzate novità nella Manovra, è probabile che si proceda alla definizione di un disegno di legge delega che permetterebbe al governo in breve tempo di formulare le proprie soluzioni tanto per le pensioni quanto per una divisione specifica tra spesa previdenziale e spesa assistenziale. Del resto, proprio in virtù della realizzazione di questo piano, lo stesso Renzi ha fortemente voluto la nomina di Boeri come presidente dell’Inps, lui che da sempre sostiene la necessità di attuazione di questo piano di divisione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il