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Pensioni novità nessuna parla più della vera soluzione, riforma Isee, indulto,riforma Unioni civili: novità giovedì oggi 1 Ottobre

Le novità del governo Renzi ad oggi giovedì 1 Ottobre per pensioni tra ridimensionamento della spending review e risorse inesistenti per modifiche pensioni, slittamento ddl unioni civili e nuove proteste per nuove regole Isee Università




Ridotti i tagli della spending review che chiudono possibilità di modifiche delle pensioni, poche le novità oggi giovedì 1 ottobre 2015 positive in tal senso, mentre le ultime notizie confermano un possibile slittamento del ddl Cirinnà sulle unioni civili a data da destinarsi. Tutto ancora in stallo sulle misure di indulto e amnistia, e nuove protesta nascono a causa della riforma dell’Isee.

Pensioni: Decisamente ridimensionati tagli previsti inizialmente nella spending review, che avrebbero dovuto permettere di recuperare risorse necessarie per mettere a punto misure urgenti e per capire se qualcosa sarebbe potuta essere impiegata anche per le pensioni. E ad oggi del piano di spending review non se ne parla più. Secondo un’analisi del Centro studi di Unimpresa, che ha preso in esame le tabelle della nota di aggiornamento del Def, non vi sarebbe alcun intervento serio sulla spesa pubblica, anzi. Le uscite saliranno costantemente rispetto agli 826,2 miliardi del consuntivo 2014. Nel 2015 saliranno a 831,5 miliardi, nel 2016 a 840,4 miliardi, nel 2017 a 842,6 miliardi, nel 2018 a 853,7 miliardi e nel 2019 a 866,1 miliardi. Complessivamente, nel quinquennio si registrerà un incremento della spesa pubblica pari a 39,8 miliardi (+4,82%). Secondo alcune fonti, il gettito previsto dagli unici interventi di spending review previsti, tra tagli di agevolazioni fiscali e bonus, dovrebbe essere di 6, 7 miliardi di euro. Si parla, in particolare, di taglio alle detrazioni sanitarie e del settore agricolo, tagli che comunque ricadranno sulle tasche dei contribuenti per cui aumenterà, ancora, la pressione fiscale. Ma le risorse recuperate potrebbero essere impiegate per novità pensioni, volte ad aumentare occupazione giovanile e produttività e tutto sarebbe realizzabile anche nel medio periodo con le penalizzazioni previste da ogni piano di prepensionamento che assicurerebbero non soltanto vantaggi in termini occupazionali, come detto, ma anche in termini di risparmi, nel lungo periodo, che potrebbero servire per ulteriori cambiamenti ma anche per sanare l’alto debito pubblico. Il vero problema è che manca la spending review nella Manovra Finanziaria e che quella indicata è decisamente minima. Per modifiche pensioni, servirebbero, però, circa 4 miliardi per l’approvazione della proroga del contributivo donna o per la staffetta generazionale, e intorno agli 8 miliardi per il piano di quota 100 che comunque compenserebbe la spesa inizialmente sostenuta dallo Stato che recupererebbe le risorse dalle penalizzazioni previste a carico di ogni lavoratore che decide di andare in pensione prima.

Riforma Coppie di Fatto: “La proposta di Luigi Zanda di iscrivere il ddl Cirinnà sulle Unioni civili nel calendario dell'Aula per il 14 ottobre, il giorno dopo del voto sulla riforma del Senato e il giorno prima della sessione di bilancio, senza relatore è una vera e propria provocazione” ha dichiarato Carlo Giovanardi (Ncd-Ap) per cui la presa di posizione di Zanda “è ancora più grave perché riprende il diktat sui tempi del ministro Boschi”. Intanto il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili è slittato a data da destinarsi: a chiederlo sarebbe stato il premier Renzi che vuole chiudere prima la partita delle riforme e probabilmente se ne riparlerà forse prima di Natale o all’inizio del nuovo anno.

Indulto e amnistia: Si torna a parlare domani, mercoledì 30 settembre, in commissione Giustizia dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia, su cui qualche tempo fa è intervenuto anche Papa Francesco con un nuovo appello in una lettera per l'anno del Giubileo Straordinario della Misericordia. Nonostante l’appello di Papa Francesco, non ci sono ad oggi significative novità se non i continui interventi di diversi esponenti politici tra coloro che continuano ad essere contrari all’approvazione delle misure di clemenza, come il ministro della Giustizia Orlando, la Lega e lo stesso premier Renzi e chi, al contrario, ne sostiene una ribadita necessità, come i Radicali. Qualche novità, però, potrebbe arrivare questa settimana, mentre comunque l’attenzione continua ad essere puntata sulle condizioni di vita dei carcerati italiani, ancora costretti a vivere in situazioni drammatiche.

Riforma Isee: Crescono le proteste da parte del mondo degli studenti per le nuove norme Isee 2015. I nuovi metodi per il calcolo Isee stanno, infatti, facendo crollare vertiginosamente i numeri di coloro che possono ottenere un contributo economico. Secondo i calcoli dei movimenti studenteschi, sarebbero più di 30mila gli studenti che non sono più considerati  meritevoli, pur non avendo cambiato fascia di reddito, rispetto all’anno scorso. La protesta degli universitari cresce soprattutto sui social, lanciando l’hashtag  #iononrinuncio su Twitter e tramite la creazione di diversi gruppi su Facebook che riuniscono gli esclusi dei vari atenei d’Italia e raccolgono adesioni per richiedere al Ministro Giannini misure straordinarie per sanare la situazione. “Siamo diventati ricchi e non lo sapevamo” è lo striscione che gli studenti dell’Università di Palermo hanno esposto vicino gli uffici della segreteria per protestare contro i nuovi criteri utilizzati per il calcolo dell’Isee, sulla base del quale si pagano le tasse universitarie. Nel mirino degli studenti, i nuovi criteri “imposti dal governo Renzi nel decreto Salva Italia che rende sistematicamente i redditi più alti nonostante nella pratica essi rimangano invariati. I nuovi parametri prevedono che nel calcolo del reddito vengano considerati come ricchezza beni mobili e immobili, agevolazioni fiscali, qualunque tipo di indennità ricevuta nel passato, welfare in generale“. A farne le spese dunque sarebbero anche i beneficiari delle borse di studio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il