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Pensioni novità età, contributi, requisiti nuovi piani, riforma TFA, Concorso scuola, indulto, riforma Rai: novità venerdì oggi

Le novità oggi venerdì 2 ottobre tra nuove norme per accesso al terzo ciclo del Tfa e al nuovo concorso per la scuola, piani di modifica per le pensioni, e ipotesi nuovo pagamento del Canone Rai




Le novità sulle pensioni di cui ormai si parla da tempo potrebbero certo permettere di andare in pensione prima ma a fronte di penalizzazioni che ridurrebbero la pensione finale e mentre si discute di eventuali modifiche in tal senso anche oggi venerdì 2 ottobre, le ultime notizie confermano cambiamenti per il terzo ciclo del Tfa e per il nuovo concorso della scuola, per cui si attende il bando il prossimo primo dicembre. Ancora nessuna novità invece per le misure di indulto e amnistia.

Pensioni: I piani di prepensionamento al vaglio del governo ormai da mesi, da quota 100, a mini pensione, contributivo, staffetta generazionale, o nuova legge ibrida Renzi-Boeri permetterebbero certo di rivedere i requisiti di accesso alla pensione, rendendoli più flessibili, ma porterebbero anche a diminuzioni dell’assegno finale. Vediamo, piano per piano, e i diversi requisiti richiesti, tra età e contributi, quanto si perderebbe. Con la quota 100, risultato della somma di età anagrafica e contributiva, le penalizzazioni sarebbero minime ma si tratta di un sistema che darebbe davvero al lavoratore la libertà di scegliere quando andare in pensione, se a 60 anni di età con 40 anni di contributi, o a 61 anni di età con 39 anni di contributi, o a 62 anni di età con 38 anni di contributi e così via. Anche il piano di mini pensione permetterebbe di andare pensione due o tre anni prima rispetto alla soglia dei 66 anni, con penalizzazioni minime perchè bilanciate dall’erogazione di un prestito che, raggiunti i normali requisiti, dovrebbe essere restituito dal lavoratore con piccole trattenute di qualche decina di euro sull’assegno finale. La staffetta generazionale permetterebbe, invece, al lavoratore cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione normale di passare al part time con riduzione dell’orario lavorativo e conseguente riduzione dello stipendio ma possibilità di impiego di nuovi giovani. Bisogna tuttavia ancora capire se i contributi previdenziali, una volta scelto il part time, sarebbero a carico del lavoratore, così come vuole la riforma della P.A., o se continuerebbero ad essere versati dall’azienda. C’è poi il sistema contributivo: in base a quanto proposto dal presidente dell’Inps Boeri, si potrebbe andare in pensione qualche anno prima con calcolo esclusivo della pensione finale con sistema appunto contributivo, il che comporterebbe penalizzazioni del 15% al massimo. Altra ipotesi al vaglio è la nuova legge ibrida Renzi-Boeri che consentirebbe di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e una decurtazione del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di pensionamento fissata attualmente. La penalizzazione sull’assegno mensile arriverebbe ad un massimo del 12% se si decide di lasciare a 62 anni, ma si tratta di un taglio che verrebbe in parte alleggerito da un prestito erogato dallo Stato, secondo il sistema della mini pensione, che il lavoratore dovrà poi restituire, con piccole decurtazioni mensili sulla pensione finale, quando avrà maturato i normali requisiti richiesti, che sarà calcolata in base ai contributi realmente versati dal singolo lavoratore nel corso della vita professionale. Previste anche modifiche per singole categorie di lavoratori, dal contributivo donna che dal 2016 potrebbe subire  modifiche e permettere l’uscita anticipata per le donne a 62-63 anni e con 35 di contributi ma non più con ricalcolo contributivo dell’assegno che riduce l’assegno del 25, 30% circa ma una penalizzazione del 3,3% l’anno per massimo tre anni, con penalizzazioni che non supererebbero il 10%, evitando anche l’innalzamento di 22 mesi previsto a gennaio per le dipendenti private; all’uscita anticipata solo per lavoratori uomini che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione e che potrebbero uscire con una lieve penalizzazione del 3, 4%. Per fare esempi concreti, se si andasse in pensione prima con una penalizzazione del 4% all'anno, un'uscita anticipata di 12 mesi porterebbe ad un taglio 800 euro lordi all’anno che al netto delle tasse nazionali, regionali e comunali, però, il sacrificio si fermerebbe a 548 euro, cioè poco più di 42 euro per 13 mensilità e la pensione netta passerebbe dai 1.272 euro a 1.230 euro, con un taglio reale del 3,3%. Uscendo quattro anni prima, il taglio lordo sarebbe del 16% e sulla pensione da 20mila euro significa 3.200 euro, che però scendono a 2.192 dopo aver calcolato le ricadute fiscali. La riduzione sarebbe dunque di poco meno di 169 euro al mese.

Riforma Tfa Speciale: dovrebbe prendere il via il prossimo gennaio 2016 il terzo ciclo del Tfa. Nessuna novità particolare in merito è contenuta nella nuova riforma della Scuola e i requisiti per accedervi restano sempre gli stessi. Per poter prendere parte al prossimo Tfa, infatti, bisogna avere una laurea vecchio ordinamento e aver fatto esami necessari all’insegnamento; o una laurea specialistica/magistrale riconosciuta e crediti necessari all’insegnamento; o aver conseguito un diploma Isef valido per l’insegnamento per il Tfa di Scienze Motorie; o titoli di studio non rientranti in quelli previsti dal d.m. 39/98 e 22/2005 ma ad essi equipollenti. Possono accedere al terzo ciclo del Tfa anche i congelati Ssis in soprannumero e senza dover sostenere alcuna prova di accesso e i docenti di ruolo o già in possesso di abilitazione per una classe di concorso diversa da quella che intendono conseguire.

Concorso Scuola: E’ atteso per il primo dicembre il nuovo bando di partecipazione al nuovo concorso della scuola 2015-2016. Secondo quanto precisato dallo stesso ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, potranno partecipare al nuovo concorso solo i docenti con abilitazione Pas e Tfa. In realtà questa affermazione ha scatenato non poche polemiche, visto che le norme della nuova riforma della Scuola prevedono l’accesso al nuovo concorso della scuola anche per i semplici laureati e non abilitati. Le graduatorie del prossimo concorso per la scuola saranno poi utilizzate per il triennio 2016-2018.

Indulto e amnistia: Sono tornati in discussione in Commissione Giustizia i quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia. Ma si discute delle misure di clemenza ormai da troppo tempo senza mai arrivare ad una conclusione concreta, mentre la situazione di emergenza carceraria, contrariamente a quanto continua a dichiarare il ministro della Giustizia Orlando, è ancora drammatica. Troppi i detenuti nelle nostre strutture penitenziarie, troppe le denunce di condizioni di vita ancora tragiche, troppi i tentativi di suicidio che continuano a registrarsi. Eppure nulla si muove e a nulla sembra essere servito anche il recente appello di Papa Francesco che ha invitato ad una immediata approvazione dell’amnistia. E tutto resta ancora in stallo.


Riforma Rai: oltre il 40% delle famiglie italiane non paga il canone Rai, secondo l'Associazione Contribuenti italiani, dato, tra l'altro, in notevole aumento rispetto al passato. In particolare, secondo gli ultimi dati a Milano l'evasione sarebbe al 42%; a Roma è al 38%; e a Foggia, Bolzano, Caserta e Imperia al 91%. E più passa il tempo più questa tassa viene evasa dai cittadini. A questo scopo, si sta ancora valutando l'ipotesi di inserire il pagamento del Canone Rai direttamente nella bolletta elettrica, fissando però una quota inferiore a quella attualmente prevista.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il