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Pensioni novità e ultime notizie peggioramenti per tutti mini pensione,quota 100,riforma stipendi contratti PA: ultime sabato oggi

In vista della manovra finanziaria, le novità ad oggi sabato 3 Ottobre con le ultime notizie sulle pensioni, riforma contratti e stipendi Pa, Tasi e Imu sulla casa.




AGGIORNAMENTO: Continuano le novità sulle pensioni anche oggi sabato 3 Ottobre. La strada è sempre più stretta ma vi sarebbero delle aperture per mini pensioni o una quota 100 rivista così come la staffetta solo per determinate categorie come le donne e coloro che ad una certa e inc erte condizioni si trovano disuccupati. La situazione, così, stando anche alle regole più restrittive l'anno prossimo non farebbe che peggiorare per la maggior parte delle persone e solo per un ristretto gruppo di eprsone e categorie le cose migliorerebbero.

AGGIORNAMENTO:  E' stato comunicato dal Ministro del Lavoro che a brevissimo saranno resi pubblici i piani ufficiali per i cambiamenti e le novità da attuare sulle pensioni. A questo punto, stando a queste ultime notizie di oggi venerdì 2 Ottobre, è facile che vengano resi pubblici i piani anche da parte dell'INPS e del Ministero delle Finanze oltre quello finale dalla Commissione Parlamentare, Alla fine, comunque, l'ultima parola la dovrebbe avere Renzi e Padoan.

AGGIORNAMENTO: Nuova riunione della Commissione della Camera ieri su una serie di novità dedicate alle pensioni. Tra le ultime notizie, l'inserimentro di alcuni nuovi piani accanto a quota 100, mini pensione che in realtà alla fine si è deciso di far rientrare in quelli esistenti. Inoltre, è spuntata una nnuova proposta ufficiale sul rimandare tutto il discorso sulle pensioni adesso ad una legge delega nella quale il Governo si impgnerebbe a dare una risposta entro 6 mesi. E' in corso di valutazione tale ipotesi.

Quali sono le ultime notizie oggi giovedì 1 Ottobre sulle pensioni in Italia e quali le novità sulla riforma della pubblica amministrazione, scadenza Imu e tasi, e riforma redditometro?

Pensioni. Tutti i partiti politici, seppur con gradazioni differenti, sono favorevoli a cambiare le norme attuali sulle pensioni, ma le strade suggerita sono molto diverse. Il solo Partito democratico presenta due anime, una più conservatrice che fa riferimento al premier Renzi e una più progressista che rappresenta la minoranza. Per la prima sono sufficienti solo alcuni ritocchi per rendere il sistema previdenziale meno rigido anche per via dell'assenza di coperture economiche. L'apertura più interessante è rappresentata dalla proroga del contributivo donna. Per la sinistra dem, i cambiamenti devono essere più profondi e a vario titolo ha proposto il congedo dal lavoro a 62 anni con 35 di contributi e penalizzazione massima dell'8%, l'applicazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione quale somma da raggiungere per ritiarsi. In ballo c'è anche la concessione del part-time nell'ambito della staffetta generazionale.

A spingere per il ribaltamento delle attuali regole c'è anche il Movimento 5 Stelle, da sempre promotori dell'assegno universale per chi, pur cercandolo, è senza lavoro. Le pensioni sono da sempre un tema sensibile anche per Forza Italia. Le attuali fibrillazioni che ne stanno minando l'unità non stanno consentendo al partito di Berlusconi di avere un piano programmatico già definito. A ogni modo, due punti cardine sono l'innalzamento degli assegni minimi a mille euro e la completa rivisitazione delle norme adesso in vigore. Infine, si segnalano le timide aperture anche di Scelta Civica, il partito creato dall'ex premier Mario Monti che ha legato la sua esperienza di governo proprio all'introduzione della riforma attuale. Resta da capire quali e quante di queste proposte troveranno spazio nella manovra finanziaria in via di presentazione.

Riforma pubblica amministrazione. Mentre si accorciano di tempi per lo sblocco del rinnovi dei contratti per via della sentenza dell'Alta Corte, tra le novità che il governo sta predisponendo c'è l'inasprimento dell'azione disciplinare nei confronti dei dipendenti pubblici. Quando sarà prevista non potranno più passare 100 giorni, e soprattutto non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, altrimenti a rimetterci sarà il dirigente responsabile. Resta invece per il pubblico impiego, a differenza di quanto accaduto nel settore privato, la reintegra del dipendente per i licenziamenti illegittimi, ossia la tutela del vecchio articolo 18.

Imu, Tasi. Entro il 16 dicembre 2015 occorre pagare i saldi Tasi e Imu 2015. La prima è la tariffa sui servizi indivisibili, richiesta dai comuni per sostenere le spese come l'illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la sicurezza e l'anagrafe. Sono tenuti a versarla i proprietari di fabbricati, compresa l'abitazione principale ovvero quella dove si ha la residenza anagrafica e si dimora abitualmente e di aree edificabili, indipendentemente dall'uso al quale sono adibiti. A differenza dell'Imu l'imposta va corrisposta sia dal proprietario, sia dall'inquilino secondo aliquote e detrazioni stabilite da ogni singolo comune. I soli esentati dall'Imu sono i proprietari delle abitazioni principali purché non di lusso.

Riforma redditometro. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell'Economia, entrano ufficialmente in vigore le linee guida del nuovo redditometro, applicabile agli accertamenti dei redditi per gli anni di imposta a decorrere dal 2011. La finalità, spiega il testo, è quella di adeguare l'accertamento sintetico al contesto socioeconomico mutato nel corso dell'ultimo decennio, rendendolo più efficiente e dotandolo di garanzie per il contribuente, anche mediante il contraddittorio. Tra le 100 le voci di spesa sotto osservazione ci sono gli alimentari, l'abitazione, i combustibili, i mobili, la sanità e i trasporti, ma anche l'istruzione, il tempo libero e gli animali, terme, spa, centri bellezza e abbonamenti alla pay-TV.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il