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Novità pensioni e ultime notizie piani ufficiali comunicati a giorni da Renzi, Poletti, Boeri, Morando secondo ultimo annuncio

Si va verso la definizione di novità sulle pensioni. Le scelte sono condizionate dalla scarsa copertura economica a disposizione.




Sono giorno caldi per il governo poiché il 15 ottobre è il giorno fissato per la presentazione della manovra finanziaria. Sulla base delle novità inserite nel Documento di preparazione non c'è traccia delle pensione. Un'apparente marcia indietro che sembra andare in contraddizione con le ultime notizie sulla previdenza che descrivono un esecutivo impegnato ad allentare le rigide maglie delle norme attuali. Ma come spiegato a più riprese da ministri, sottosegretari e dallo stesso premier Matteo Renzi, i cambiamenti che mettono in discussione l'equilibrio dei conti pubblici italiani non sono ipotizzabili nel breve e nel medio periodo. Magari se ne riparlerà più avanti, quando il Paese si sarà incardinato nei binari della ripresa.

Continua comunque il confronto tra i tecnici dei Ministeri del Lavoro e dell'Economia e quelli Inps coordinati dal presidente Tito Boeri. La somma da gestire per migliorare il sistema previdenziale italiano è di circa un miliardo di euro. Si tratta di un importo insufficiente per concretizzare le tante proposte sin qui avanzate, dall'applicazione di quota 100 ovvero della somma di età angrafica e anni di contribuzione da raggiungere per conquistare il diritto di andare in pensione, all'estensione del cosiddetto contributivo donna oltre il 31 dicembre di quest'anno per le dipendenti di 58 anni e 35 di contributi, all'introduzione delle mini pensioni per chi non ha ancora raggiunto i requisiti attualmente richiesti al part time per i lavoratori più anziani così da dare il via a una vera staffetta generazionale.

Le ultime notizie da Palazzo Chigi riferiscono che la misura base prevede l'applicazione di penalizzazioni nell'importo dell'assegno previdenziale per consentire l'uscita con qualche anno di anticipo e il raggiungimento di 63 anni e qualche mese di età ovvero non oltre i tre anni dall'età di vecchiaia valida dal 2016. Per evitare assegni troppo bassi, rimarrebbe fermo il tetto dei 35 di contributi da versare. A breve dovrebbero essere finalmente chiare le intenzioni ovvero quale delle ipotesi avanzate riuscirà a prevalere sulle altre, tenendo ferme la scarsa disponibilità del governo a investire sulle pensioni.

Si segnala infine che Boeri ha proposto di utilizzare i contributi degli stranieri, con un'altra percentuale di coloro che ora avrebbero l'età per la pensione di vecchiaia e che hanno versato contributi senza percepirla, per finanziare politiche di integrazione. Sugli italiani pensionati che si trasferiscono all'estero, la sua idea è di valutare di pagare in futuro per l'estero solo le prestazioni contributive e non quelle assistenziali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il