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Pensioni ultime notizie piano a 360 gradi Renzi saltato per cambiamenti pensioni anzianità, usuranti, vecchiaia e precoci

Nonostante i tanti annunci e gli scenari immagini, sono poche le novità sulle pensioni che realmente potrebbero trovare spazio nel breve periodo.




Non c'è ancora una strategia chiara e unanimemente accettata dal governo sulle pensioni. Le ultime notizie raccontano come lo stesso premier Matteo Renzi stia cambiando prospettive con una buona frequenza. Non solo, ma agli stessi annunci di introduzione di cambiamenti del sistema previdenziale, non stanno seguendo fatti concreti. La novità delle ultime ore è rappresentata dalla frenata rispetto alla cosiddetta legge ibrida Renzi-Boeri. L'intenzione era di facilitare l'uscita dal lavoro in cambio di penalizzazione nell'importo dell'assegno, da compensare con una sorta di prestito da restituire in seguito e piccole rate. Da Palazzo Chigi stanno facendo sapere come questa ipotesi sia considerata poco fattibile.

L'impressione è che l'esecutivo si sia concentrato in prima battuta sui cambiamenti strutturali del mercato del lavoro per il miglioramento complessivo della competitività e della produttività italiana. Ma, stando alle richieste di Confindustria, che Renzi sembrava disposto ad accogliere, una strada alternativa per il rilancio è rappresentata dalla cosiddetta staffetta generazionale tra giovani e anziani, magari da implementare con gradualità, tra giovani e anziani. L'appello non ha avuto seguito per ragioni strettamente economiche. Eppure, stando alle più recenti rilevazioni, nonostante i progressi fatti registrare negli ultimi mesi, l'efficienza del mercato del lavoro in Italia è ancora bassa.

Situazione ingessata anche sul fronte della spending review sulle pensioni. Anche in questo caso, agli annunci sul taglio agli sprechi non c'è stato seguito. Nessuna decisioni è stata assunta sulle sforbiciate proposte dall'ex commissario straordinario per la spending review, Carlo Cottarelli. Le misure indicate erano state cinque: un contributo temporaneo sulle pensioni relativamente più elevate; la maggiore deindicizzazione delle pensioni dal 2015; l'allineamento contribuzione tra uomini e donne; la revisione delle pensioni guerra; la riduzione della percentuale di conversione delle pensioni di reversibilità per fasce di reddito.

Non sono previsti stravolgimenti delle attuali norme sulla previdenza nella prossima manovra finanziaria così come rimarrà fermo in un cassetto l'ipotesi di un decreto previdenza che era stato ipotizzato all'inizio di quest'anno. Anche i cambiamenti che sono attualmente ipotizzati ovvero il congedo del lavoro fino a 3 anni prima rispetto alle norme in vigore, ma con 35 anni di contributi versati e penalizzazione tra il 3 e il 4%, non sarebbero introdotti prima del 2018, dopo il riassorbimento del cosiddetto scalone della legge attuale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il