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Pensioni novità e ultime notizie mini pensione, quota 100 scontro tra Renzi, Baretta, Boeri, Morando, tecnici e Ue: ultime oggi

Nel rebus delle pensioni occorre conciliare equilibri economici, esigenze sociali, le posizioni di Bruxelles e quelle dei tecnici dei ministeri.




Quali cambiamenti nelle pensioni? Quali novità saranno introdotte con la prossima manovra finanziaria? I tecnici del Ministero dell'Economia e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si stanno quotidianamente confrontando con quelli dell'Inps seguendo due direttive. La prima è il mantenimento dell'equilibrio dei conti pubblici, così come richiesto dalla stessa Unione Europea. La seconda è trovare una soluzione per rendere meno penalizzante l'uscita dal lavoro con 2-3 di anticipo rispetto alle norme adesso in vigore. Una prima ipotesi al vaglio dei tecnici prevede tagli agli assegni tra il 3 e il 4% con ritiro non oltre i 3 anni e fermo restando il raggiungimento di 35 anni di contribuzione.

La seconda rispolvera il concetto di prestito previdenziale ovvero la concessione al lavoratore di quella somma necessaria per congedarsi, soprattutto se ha superato i 55 anni di età e si trova senza occupazione, e da restituire integralmente, in piccole rate e senza interessi. Il governo sta cercando di coinvolgere il mondo delle aziende, così da ridurre i costi per le casse pubbliche, ma la strada sembra tutta in salita. Le ultime notizie raccontano di un accantonamento di questa ipotesi per via dello scarso successo che teme possa riscuotere. Decisamente più avanzata è la discussione sulla proroga del contributivo donna.

Sembra invece destinati a mettere da parte con la prossima manovra finanziaria, ma non completamente da escludere nell'ambito di un disegno di legge collegato che avrebbe comunque tempi più lunghi, l'ipotesi di applicare quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per poter andare in pensione. Già proposta in passato, questa soluzione non ha mai trovato seguito perché è tra le più costose per lo Stato. Non solo per ragioni economiche, ma anche politiche, ha frenato l'estensione a tutti i lavoratori in attività della possibilità di calcolo dell'assegno previdenziale con il metodo contributivo così da consentire un risparmio economico allo Stato in cambio di qualche anno in meno di lavoro.

Nonostante il gran parlare che se n'è fatto, anche da parte di forze politiche contrarie al governo, l'assegno universale resta ancora un miraggio. La misura, si ricorda, troverebbe riscontri favorevoli a Bruxelles. Non è un caso che sia applicata praticamente in tutti i Paesi europei, tranne che in Italia e in Grecia. Stop anche alla staffetta generazionale tra giovani e anziani attraverso forme di prepensionamento o di graduale introduzione del part-time in entrata e in uscita.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il