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Pensioni novità per pochi e minimi cambiamenti stando ad ultime notizie su quali piani ancora realizzabili (AGGIORNAMENTO)

La questione delle pensioni continua ad animare il dibattito all'interno del governo. Sono numerose le proposte in discussione. Quali coperture?




Sono tante le novità in discussione per modificare le pensioni in Italia. Le ultime notizie da Palazzo Chigi riferiscono che per cercare di contenere i costi e accelerare i tempi del cambiamento, il governo sta pensando di coinvolgere le aziende. Non si tratta di una novità assoluta poiché già in passato c'erano stati tentativi di seguire questa strada per introdurre il prestito previdenziale. In questo case, le imprese pagherebbero parte dei contributi, a condizioni agevolate ovvero senza l'applicazione di tasse, per favorire il prepensionamento dei dipendenti più anziani in un'ottica di staffetta generazionale con i giovani. In questo modo verrebbero rilanciate produttività e competitività.

Nella scia del contributivo donna e delle penalizzazioni previste per le lavoratrici, sul tavolo dei ragionamenti è finita anche l'opzione uomo, ma in questo caso varrebbe solo per i disoccupati a cui mancherebbero pochi anni per la maturazione dei requisiti per il congedo. Non è escluso poi che per le situazioni di maggiore disagio arrivi una sorte di pensione di solidarietà, ovvero un ammortizzatore sociale che consenta di raggiungere l'età di vecchiaia. In qualche modo si tratta di un'ipotesi simile a quella dell'assegno universale avanzata dal presidente dell'Inps, ma bocciata dal Ministero del Lavoro. Il premier punta però a portare a casa innanzitutto l'estensione del contributivo donna.

Per chi è nel sistema contributivo la penalizzazione è già insita nei coefficienti di trasformazione del montante, più bassi in età più giovani e più alti man mano che si ritarda il pensionamento. Uscendo a 62 anni, invece che a 65 anni e sette mesi - viene fatto notare dall'Istituto di previdenza - con il sistema retributivo fino al 2011 (dal 2012 c'è il contributivo pro quota), le penalizzazioni attuariali calcolate attraverso i nuovi coefficienti di trasformazione in rendita vigenti dal 2016 sarebbero di circa il 10,6%". Da qui gli affanni del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali a ribadire come l'esecutivo sia impegnato anche nella risoluzione del problema relativo a uno scalino alto che blocca il turn over introdotto dall'attuale legge previdenziale.

Infine c'è in ballo la questione del rinnovo contrattuale che coinvolge 4,9 milioni di dipendenti ovvero oltre uno su tre. Ad annunciarlo è l'Istat precisando che, di questi, 2,9 milioni lavorano nella pubblica amministrazione. L'attesa media per i lavoratori con il contratto scaduto supera i quattro anni per l'insieme dell'economia e i tre anni per il settore privato (39 mesi). I contratti in attesa di rinnovo sono 36, dei quali 15 nel settore pubblico. Per dare seguito a tutte queste ipotesi occorre però trovare le coperture economiche.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il