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Pensioni novitÓ portata avanti tre iniziative ufficiali, riforma Canone Rai, riforma disoccupazione aiuti: novitÓ oggi lunedý

Ancora riviste alcune prioritÓ con novitÓ impattanti anche sulle pensioni oggi lunedý 5 ottobre i cui piani rimasti di cambiamento minimo potrebbero saltare.




AGGIORNAMENTO: Continuano le novità sulle pensioni oggi lunedì 5 Ottobre con tre iniziative legislative concrete e ufficiali depositate nelle sedi istituzionali che portano avanti le richieste di cambiamento legate al mondo pensionistico attuale. E uno di questi tre atti è stato anche approvato seppur in via parziale in un Ddl che attualmente è in discussione prima della votazione finale. Nel dettaglio li abbiamo spiegati in questa news. Le ultime notizie, comunque, sullo stato attuale delle pensioni come indicato sotto non sono certo positive e vi rimandiamo alla lettura di seguito.

AGGIORNAMENTO: Inizia la settimana oggi lunedì 5 Ottobre con una serie di novità importanti che potrebbero avere consegunze sulle pensioni. Tra le ultime e ultimisse notizie si è infatti parlato di una riduzione dell'Ires per tutti a partire da subito e non nei prossimi due anni e, poi, di un Canone Rai di cui diminuisce l'importo ma che sarà pagato da tutti probabilmente in bolletta elettrica o del gas. L'importo dovrebbe essere di 100 euro, quindi abbassarsi, ed esserci anche degli sgravi e socnti per determinate fasce di popolazioni. Queste novità condizionano chiaramente i fondi disponibili nella prossima manovra, pure quelli delle pensioni, che sono già minimi e potrebbero non esserci proprio se a queste ultime notizie di oggi si aggiungono anche quelle sotto descritte.

Novità e soluzioni pensioni per tutti sono sempre più difficili da realizzare nel breve periodo e, secondo le ultime notizie oggi lunedì 5 Ottobre, anche i minimi cambiamenti sulle pensioni potrebbero essere rimandati. Via libera al nuovo piano di rateazione delle cartelle Equitalia ma non c’è ancora alcuna novità eclatante sulle misure di indulto e amnistia per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario.  

Pensioni: Novità e soluzioni pensioni per tutti sono sempre più difficili da realizzare nel breve periodo e, secondo le ultime notizie, anche i minimi cambiamenti sulle pensioni, che sembravano essere prossimi all’approvazione, vale a dire proroga del contribuivo donna, o pensionamento anticipato per gli uomini over 62 che restano senza lavoro, potrebbero essere a rischio. Le novità di revisione dei requisiti del contributivo donna a partire dal 2016 e quella avanzata dal Ministero dell’Economia potrebbero rappresentare discriminazioni e potrebbero essere a rimandate perché vi sono prima due questioni obbligatorie da affrontare e che richiedono impiego di risorse economiche: si tratta delle questioni imposte dalle ultime sentenze della Corte costituzionale su sblocco di contratti e stipendi per i dipendenti della Pubblica amministrazione e della rivalutazione degli assegni pensionistici il cui blocco è stato considerato illegittimo. Se non vengono risolte queste due questioni che sono, come detto, obbligatorie, difficilmente si potranno definire ulteriori cambiamenti, anche minimi, per cui servirebbero almeno 4 miliardi, secondo le stime. Questa sarebbe infatti la cifra necessaria per approvare la proroga del contributivo donna che, se confermato, potrebbe rappresentare una giustificazione per il premier alle tante affermazioni fatte finora sulle pensioni, per confermare che effettivamente qualcosa di concreto è stato fatto, ma la stessa cifra sarebbe richiesta anche per l’approvazione dell’assegno universale. In  questo caso, però, resta da capire se e come erogarlo, vale a dire se limitato solo agli over 55 che perdono il lavoro, come proposto dall’Inps, o se estenderlo a tutti, come invece da sempre chiede il M5S.

Riforma cartelle rate Equitalia: Nuove misure per il pagamento delle cartelle Equitalia negli ultimi decreti attuativi della delega fiscale, dalla riduzione dell’aggio dovuto a Equitalia a nuovi piani di rateizzazione per chi è già decaduto, fino all’ampliamento della mediazione tributaria. E’ stato innanzitutto ridotto l’aggio (compenso che Equitalia e gli altri agenti della riscossione intascano come corrispettivo della loro attività di recupero crediti) per le cartelle emesse dal primo gennaio 2016: se, infatti, il debitore paga le somme iscritte a ruolo entro 60 giorni dalla data della ricezione della cartella di pagamento, l’aggio diventa dell’1% in caso di riscossione spontanea (ad esempio nel caso di contributi di iscrizione agli ordini professionali), del 3% in tutti gli altri casi, e si assesta al 6% delle somme iscritte a ruolo e degli interessi di mora. Fino al 31 dicembre 2015 l’aggio resta fisso comunque all’attuale 8%. Per quanto riguarda il nuovo piano di rateizzazione, i contribuenti che non sono riusciti a completare il pagamento di piani precedenti di rateizzazione e che sono decaduti dal beneficio della rateizzazione hanno la possibilità di accedere a un’ulteriore piano di pagamento su rate mensili. In particolare, la novità stabilisce che le somme non ancora versate, rientranti nei piani di rateazione da cui i contribuenti siano decaduti nei 24 mesi antecedenti l’entrata in vigore del presente decreto, possono essere chiedere un nuovo piano di rateazione, ripartito fino a un massimo di 72 rate mensili e la richiesta per l’ammissione al nuovo piano deve essere presentata entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, cioè decorsi 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo per il mancato pagamento di sole due rate si potrà decadere dal piano di rateazione.

Indulto e amnistia: Si tornerà probabilmente a discutere di misure di indulto e amnistia la prossima settimana. In Commissione Giustizia le misura di clemenza sono ferme ormai da tantissimo tempo e altrettanto probabilmente ne servirà per chiudere la discussione su queste misure che stanno creando polemiche e spaccando mondo della politica e dell’opinione pubblica. Nonostante l’ultimo appello di Papa Francesco alla loro approvazione, nulla si farà nel breve periodo anche perché sia premier Renzi che ministro della Giustizia Orlando continuano a dirsi contrari a indulto e amnistia per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario.

Riforma aiuti disoccupazione: Dal 24 settembre sono cambiate le regole per accedere agli ammortizzatori sociali e le aziende che hanno cessato l'attività non potranno più chiedere la cassa integrazione che sarà concessa per un massimo di 24 mesi che salgono a 36 se viene usato anche il contratto di solidarietà. Chi, inoltre, ricorre alla cassa integrazione pagherà un contributo più alto. Le nuove regole della cassa integrazione prevedono un ampliamento della platea dei beneficiari, aprendo a piccole imprese e apprendisti, e riducono la durata dell’ammortizzatore sociale a 24 mesi. Con le novità degli ultimi decreti attuativi del Jobs Act, la cassa integrazione spetta ai lavoratori subordinati che abbiano almeno 90 giorni di anzianità al momento della richiesta dell’ammortizzatore e vale anche per chi ha un contratto di apprendistato professionalizzante. Il decreto prevede che la cassa integrazione possa essere concessa per un massimo di 24 mesi in un quinquennio mobile, cioè in un periodo di cinque anni a partire dalla richiesta di cig. Si può arrivare a un massimo di 36 mesi di ammortizzatori se si contano due anni di contratti di solidarietà e 12 mesi di cassa integrazione. Per il settore edile, invece, la durata massima della cig sarà di 30 mesi. Per accedere alla cassa integrazione straordinaria, il decreto esclude dalla cassa integrazione i ‘casi di cessazione dell’attività o di un ramo di essa’. Altra novità prevista è che le imprese che ricorrono alla cassa integrazione ordinaria pagheranno contributi più alti. Novità previste anche per i contratti di solidarietà e spariranno il 30 giugno 2016 i contratti che riguardavano le imprese con meno di 15 dipendenti o che non rientravano nel campo di applicazione della cassa integrazione straordinaria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il