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Pensioni novità smentite e conferme negative e positive stando ultime notizie tante e interessanti della settimana

Dopo un’ennesima settimana di discussione sulle novità pensioni, le ultime notizie non riportano ancora nulla di buono: situazione attuale e possibili prospettive




Dopo un’ennesima settimana di discussione sulle novità pensioni, le ultime notizie non riportano ancora nulla di buono. Nessuna, infatti, delle ipotesi in discussione da mesi sembra in dirittura di arrivo mentre si avvicina la presentazione della nuova Manovra Finanziaria che avrebbe dovuto contenere le prime misure di cambiamento dell’attuale legge pensionistica. Nulla, però, è ancora previsto. I motivi di questo nulla di fatto sono molteplici, dalla scarsa disponibilità di fondi da impiegare, alla mancanza di soluzioni condivise, alla contrarietà alle modifiche sulle pensioni ribadita da Bce, Ue ma anche dai tecnici del Tesoro.

Da sempre particolarmente attenti ai conti pubblici, i tecnici del Tesoro, nonostante le recenti aperture a possibili cambiamenti pensionistici, restano dell’opinione che grazie alle norme previdenziali oggi in vigore l’Italia riesca a mantenere una stabilità finanziaria e si potranno anche recuperare ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021, cifra cui sembra decisamente difficile rinunciare al momento, soprattutto alla luce delle attuali condizioni economiche dell’Italia. In base, infatti, ai dati dell’ultimo Rapporto del Tesoro, dopo un’iniziale fase di crescita, dovuta alla recessione economica proseguita nel 2014, in relazione al Pil la spesa pensionistica toccherebbe il 15% nel 2027.

Le previsioni parlano poi di una possibile crescita fino al 2044 dove il rapporto spesa/Pil arriverebbe al 15,5%, per poi calare notevolmente, raggiungendo il 14,9% nel 2050 e il 13,7% nel 2060. In questo contesto, sembra che l’unica novità possibile che l’Ue potrebbe approvare è l’assegno universale, perché si tratta di una misura che già esiste in quasi tutti gli altri Paesi europei. L’ultimo Rapporto del Tesoro conferma, tuttavia, solo le difficoltà di reperibilità di fondi già evidenziata nel Def. Nel Documento di Economia e Finanzia per la prossima Manovra Finanziaria di ottobre non si fa alcun riferimento alle pensioni e si tratta di un documento che, secondo i tecnici del Senato, è comunque troppo generico.

Secondo i tecnici, infatti, il Def riporta le misure cui destinare le risorse, da quelle di spinta all'occupazione, a piani per contrastare la povertà, agli investimenti privati, all'innovazione, all'efficienza energetica, alla cancellazione delle tasse sulla prima casa, al piano di rilancio del Sud, ma mancano riferimenti dettagliati alle risorse da destinare a ciascuna misura. A questo si aggiunge anche il forte ridimensionamento dei tagli alla spesa pubblica previsti dall’iniziale spending review del commissario Gutgeld e di cui non si parla quasi più.

Proprio a causa di questo ridimensionamento, tutta la Manovra Finanziaria potrebbe essere messa in discussione tanto che la stessa Ue, da sempre contraria a modifiche pensionistiche, paradossalmente potrebbe aprire a nuovi margini di cambiamento. L’Ue, infatti, non è mai stata favorevole a cambiamenti pensionistici ma, viste le ultime notizie sulla nuova strategia di lavoro del premier, si scaglia contro la sua decisione di cancellare le tasse sulla casa a partire dal prossimo anno. Secondo l’Ue, infatti, l'Italia dovrebbe ridurre la pressione fiscale sul lavoro e aumentare la tassazione su immobili e donazioni.

Considerando, dunque, per l’Ue è fondamentale l'occupazione e il rilancio del lavoro, potrebbe decidere di approvare modifiche sulle pensioni, seppur in parte minima, per rilanciare, appunto, il mercato del lavoro e la produttività con la spinta all’occupazione giovanile, appoggiando ipotesi come la staffetta generazionale. Insieme ad un possibile cambio di posizione dell’Ue, nella Manovra di ottobre potrebbero saltare anche quei piani di tagli a detrazioni e bonus, inizialmente nelle intenzioni del premier, che sarebbero stati importanti per una revisione universale delle pensioni.

Ad oggi, infatti, sembra completamente saltata la strategia di lavoro iniziale annunciata dal premier Renzi e che prevedeva il riassetto dell’intero sistema socio-previdenziale, da modifiche flessibili alle pensioni, e revisione di sgravi fiscali, bonus, detrazioni e deduzioni per le famiglie, toccando, dunque, tutto il sistema sociale, a interventi negativi e tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, sostenuti sia del presidente dell’Inps Boeri che dal commissario per la spending review Gutgled, che avrebbero permesso sia di accumulare nuovi fondi da impiegare in un secondo momento sempre per le pensioni e di rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano.

Questa era infatti la strategia iniziale di lavoro sulle pensioni, poi cambiata a favore di annunci di novità su aumenti delle pensioni minime e piani flessibili per tutti, poi modificata ancora in favore di nuovo piano a sostegno delle famiglie in difficoltà e nuovo piano di taglio delle tasse per imprese e famiglie. L’unica novità pensioni che potrebbe essere approvata da Renzi, in questo contesto, a breve, potrebbe essere solo la proroga del contributivo donna, come contentino per partiti politici ed elettorato che da mesi, visti gli annunci dello stesso premier sulle pensioni, attendono novità concrete e prorogando il contributivo donna, Renzi potrebbe sostenere di aver fatto realmente qualcosa sulle pensioni.

E’, dunque, sempre più possibile che ogni modifica pensionistica venga rimandata, compresa quella famosa ormai divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente pensionistica, in un disegno di legge delega che permetterebbe al governo, in circa 6-12 mesi, di formulare le proprie ipotesi di cambiamento sulle pensioni. si parla anche di un possibile iter parlamentare, anche se richiederebbe tempi lunghissimi.

Nonostante questa incertezza e confusione che lascia intendere che difficilmente nelle prossime settimane si approverà qualche cambiamento alle pensioni, diversi partiti politici, da M5S a Forza Italia a parte del Pd continuano a chiedere con forza modifiche alle attuali norme, mentre altri, come Scelta Civica, sembrano aver fatto un passo indietro sostenendo di lasciare tutto al momento ancora così com’è.

Tuttavia, come annunciato in settimana da ministro del Lavoro Poletti, a breve saranno presentati nuovi piani pensioni che attendono solo conferme e via libera dal ministro dell’Economia Padoan. Anche il presidente dell’Inps Boeri è pronto a presentare nuovi possibili cambiamenti alle pensioni, e comunque servirà sempre l’ultima parola di Renzi a dire s o no a modifiche reali. I piani che dovrebbero essere annunciati a breve dovrebbero, tuttavia, interessare solo determinate categorie di lavoratori, visto che si parla solo di proroga del contributivo donna e di possibile prepensionamento dei lavoratori uomini over 62 che restano senza lavoro e a cui mancano pochi anni alla maturazione della pensione finale, sempre però a fronte di penalizzazioni che sarebbero comunque minime, Si parla, infatti, di un 3, 4% di decurtazioni sull’assegno finale. Queste misure aprirebbero dunque miglioramenti solo a poche persone mentre per tutti gli altri le condizioni di uscita dal lavoro, dal prossimo primo gennaio 2016, peggioreranno soltanto, visto che l’età pensionabile aumenterà, passando dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi, per effetto dell’adeguamento alla crescita della speranza di vita Istat.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il