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Novità pensioni e ultime notizie su nuovi atti ufficiali portati avanti e depositati. Per chi, quando e come

Nuovi piani pensioni depositati per modifiche alle attuali norme: cosa prevedono, novità e prospettive in vista della Manovra Finanziaria




Mentre si continua a discutere di novità pensioni in vista della prossima Manovra Finanziaria, che sarà presentata il 15 ottobre, è stata depositata una nuova richiesta ufficiale per una legge delega che preveda soluzioni flessibili anche se con penalizzazioni. A depositarla alla Camera, tra gli altri, anche Pizzolante che ha chiesto piani di pensionamento flessibile e la revisione dei trattamenti previdenziali, dal sostegno della maternità, al prolungamento della vita attiva. Si tratta di una nuova proposta che si affianca a piani già in discussione da tempo, dall’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi, alla quota 100, alla quota 41, con penalizzazioni, o al calcolo contributivo e a cui si sono aggiunti ulteriori disegni di legge.

Tra i nuovi anche la proposta di legge che riporta disposizioni per la ricollocazione, il sostegno del reddito e l'anticipazione dell'accesso al trattamento previdenziale in favore dei lavoratori anziani in stato di disoccupazione. La proposta di legge introduce nuovi strumenti diversi negli ammortizzatori sociali: il primo dispone una proroga dell'assegno di disoccupazione (Asdi) per gli anni 2016 e 2017 per i lavoratori con almeno 55 anni di età; e il secondo introduce la proroga per gli anni 2016 e 2017, per le assunzioni di lavoratori con almeno 55 anni di età.

Novità proposta anche per la pensione anticipata per coloro che sono rimasti senza lavoro da due anni: l'articolo 15 sulla portabilità dei fondi pensioni approvato dalla Camera sul ddl concorrenza prevede infatti la possibilità di uscita anticipata di 5 ani per i disoccupati da almeno 24 mesi. Inoltre, salta anche la portabilità della posizione contributiva tra i fondi pensione: è stato soppresso l'emendamento che garantiva libertà di scelta al lavoratore sul versamento del Tfr e dell'eventuale contributo a carico del datore di lavoro alla forma pensionistica prescelta sganciandolo dai limiti definiti dai contratti o accordi collettivi, anche aziendali.

Si tratta di nuovi piani che vanno ad affiancarsi alle note proposte da sempre sul tavolo del governo ma che probabilmente resteranno fermi ancora a lungo, esattamente come accaduto per gli altri finora. A bloccarli la mancanza di risorse economiche necessarie per approvare i cambiamenti nonché la mancanza di soluzioni condivise tra le diverse forze politiche italiane e la contrarietà a modifiche pensionistiche ribadita da Ue e Bce. L’unica possibile novità che l’Ue potrebbe infatti approvare è l’assegno universale, perché già in vigore in altri Paesi europei.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il