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Pensioni novità a rischio pure cambiamenti minimi in base ultime notizie per problemi legati a due questioni irrisolte

Definire prima le questioni urgenti stabilite dalla Corte Costituzionale per poi procedere con novità pensioni, anche minime: situazione e prospettive




Se gli ultimi dati su andamento dell’economia italiana, numeri del nuovo Def, e i piani di lavoro sui cui sembra si stia concentrando il governo confermano che novità e soluzioni pensioni per tutti sono sempre più difficili da realizzare nel breve periodo, secondo le ultime notizie anche i mini interventi per cui sembravano aperti spiragli di cambiamento, vale a dire proroga del contribuivo donna, o pensionamento anticipato per gli uomini over 62 che restano senza lavoro, potrebbero essere a rischio. Le novità di revisione dei requisiti del contributivo donna a partire dal 2016 e quella avanzata dal Ministero dell’Economia potrebbero rappresentare discriminazioni, visto che sono miglioramenti dedicati solo ad alcune categorie di lavoratori, ma potrebbero essere anch’esse rimandate perché vi sono prima due questioni urgenti e obbligatorie da affrontare e che richiedono impiego di risorse economiche.

Stiamo parlando di sblocco e rinnovi di contratti e stipendi per i dipendenti della Pubblica amministrazione, come definito dalla sentenza della Corte Costituzionale, per cui devono ancora essere definiti i costi nel dettaglio; e della rivalutazione degli assegni pensionistici che sono stati bloccati in questi anni, blocco considerato illegittimo sempre dell’Alta Corte.

Anche in questo caso bisogna ancora definire quanto costerà la misura e come bisognerà procedere alla rivalutazione per i prossimi anni. Se non vengono definite e risolte queste due questioni che sono, come detto, obbligatorie perché fissate da sentenze della Corte Costituzionale, difficilmente si potrà procedere alla definizione di ulteriori cambiamenti, anche minimi, ma che comunque come riportano le stime hanno necessità di investimenti di almeno 4 miliardi.

Questa sarebbe infatti la cifra necessaria per approvare la proroga del contributivo donna che, se confermato, potrebbe rappresentare una giustificazione per il premier alle tante affermazioni fatte finora sulle pensioni, per confermare che effettivamente qualcosa di concreto è stato fatto, ma la stessa cifra sarebbe richiesta anche per l’approvazione dell’assegno universale. In  questo caso, però, resta da capire se e come erogarlo, vale a dire se limitato solo agli over 55 che perdono il lavoro, come proposto dall’Inps, o se estenderlo a tutti, come invece da sempre chiede il M5S. Tutto, come si può ben capire, è ancora piuttosto confuso e in ballo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il