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Pensioni novità quota 100, mini pensione, assegno universale, staffetta in base ultime notizie questa settimana

Nessuna novità pensioni prevista ancora prevista per il momento e dal prossimo anno solo peggioramenti: come cambiano i requisiti e uniche modifiche possibili




Aumento dell'età pensionabile a partire dal primo gennaio 2016 e rivalutazione negativa del valore degli assegni: sono queste, al momento, le uniche novità certe per le pensioni. Nulla di quanto in questi mesi auspicato sarà realizzato e le ultime notizie che, in vista della prossima Manovra Finanziaria, si concentrano su altre misure lo confermano.

E se piani come quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale ma anche la novità ibrida Renzi-Boeri sembrano rimandati, di certo c'è che per effetto dell'adeguamento all'aspettativa di vista Istat, dal prossimo anno cambieranno i requisiti pensionistici e per uscire serviranno 66 anni e 7 mesi per tutti invece che 66 anni e 3 mesi attualmente richiesti. Per la  pensione di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti private 65 anni e 7 mesi invece che 63 anni e 9 mesi, e per le autonome 66 anni e un mese invece che 64 anni e 9 mesi; mentre per la pensione anticipata serviranno a tutti 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi  per gli uomini invece che, rispettivamente, 41 e 42 anni e 6 mesi.

Il prossimo scatto previsto dall’attuale legge ci sarà nel 2018, quando l’età pensionabile salirà ancora di quattro mesi. C’è, però, da dire che ancora fino al 2017, in base a quanto definito nella scorsa Manovra, non è prevista alcuna penalizzazione per i lavoratori precoci che decidono di andare in pensione prima.

Le penalizzazioni torneranno in vigore dal primo gennaio 2018. Intanto, alcuni partiti politici continuano a premere perché si applichino modifiche alle pensioni in tempi brevi, possibilmente entro l’anno, proprio per evitare che si realizzino peggioramenti ma considerando le ultime proposte di probabile realizzazione, vale a dire proroga del contributivo donna e con requisiti rivisti dall’anno prossimo e possibilità di uscita anticipata per i lavoratori uomini over 62 che rimangono disoccupati a pochi anni dal raggiungimento della pensione finale, forse ancora una volta miglioramenti potrebbero arrivare solo per determinate persone il che determinerebbe discriminazioni.

Nulla di ufficiale ancora nemmeno per l’assegno universale: si tratta di una misura che lo stesso premier avrebbe voluto approvare entro la fine dell’anno e con i due miliardi di risorse disponibili ancora in base alla revisione del nuovo Def si potrebbe anche realizzare, ma tutto è ancora in ballo. Si tratta infatti di risorse che non si sa ancora per cosa stanziare se, appunto, assegno universale, proroga del contributivo donna o piano contro la povertà, e per l’assegno universale c’è anche da capire ancora come strutturarlo, se cioè destinarlo in maniera limitata come proposto dal presidente dell’Inps o se estenderlo a tutti come da sempre chiede il M5S.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il