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Pensioni novità meglio non realizzare piani indicati nelle ultime notizie che creerebbero più privilegi e ingiustizie

Ogni novità pensioni anche quelle minime potrebbe essere rimandata al prossimo anno: situazione attuale, ultime notizie e prospettive




Nonostante sia da tanto tempo ormai che il governo Renzi discute di novità pensioni, nulla sembra sia di imminente approvazione, pur se le ultime notizie confermano l’urgenza di cambiamenti, soprattutto alla luce dei requisiti che dal primo gennaio 2016 diventeranno ancora più restrittivi. Dal prossimo anno, infatti, sale l’età pensionabile, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, il che significherà inasprire ancor di più le condizioni di uscita dal lavoro per tutti. E, considerando che attualmente le uniche novità potrebbero riguardare solo determinate categorie di lavoratori, per evitare privilegi e possibili discriminazioni, si pensa a rimandare tutto.

Piani di quota 100, mini pensione, contributivo, soluzione ibrida Renzi-Boeri ma anche assegno universale, nonostante ipotesi fattibili che prevedono comunque penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di lasciare prima il lavoro, saranno probabilmente nuovamente discusse l’anno prossimo ed è possibile che il governo ci lavori con una legge delega che in pochi mesi definisca soluzioni condivise da approvare per tutti. Questo è quanto meno l’auspicio ma, considerando che si tratta di speranze che si protraggono da anni ormai, sarebbe meglio non nutrire troppe aspettative.

Possibili spiragli restano aperti solo per la proroga del contributivo donna, ma con requisiti che potrebbero essere rivisti comunque per il 2016, quando l’uscita anticipata per le donne salirebbe dai 57 anni per le statali e 58 per le autonome a 62-63 anni e con 35 di contributi ma non più con ricalcolo contributivo dell’assegno ma una penalizzazione del 3,3% l’anno per massimo tre anni, con penalizzazioni che non supererebbero il 10%, evitando anche l’innalzamento di 22 mesi previsto a gennaio per le dipendenti private.

Ma approvare contributivo donna e soluzione di pensionamenti anticipati per gli uomini over 62 che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione, come accennato, potrebbe essere discriminante, seppur necessario, e a fronte di miglioramenti solo per alcune categorie di lavoratori, comunque vi sarebbero peggioramenti pensionistici per la maggior parte di pensionandi dall’anno prossimo. In tanti ritengono, dunque, che sia meglio rimandare tutto alla definizione di una legge universale che preveda la strategia di lavoro del premier Renzi così come era stata inizialmente definita, vale a dire da revisione di spesa assistenziale e previdenziale, a tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra e cumulo per recuperare nuovi fondi da investire poi per misure pensionistiche per tutti.

D’altra parte, però, come già spiegato, c’è l’urgenza di agire sulle pensioni con modifiche visto che dall’anno prossimo i requisiti diventeranno più stringenti di oggi. E se sembra impossibile ormai agire con piani di uscita anticipata, quanto meno si potrebbe pensare di bloccare lo scatto previsto dalle attuali norme per l’adeguamento alla speranza di vista Istat, lasciando magari tutto come oggi previsto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il