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Pensioni novità piani inediti e atti ufficiali depositati in base ultime notizie per quota 100, mini pensione, assegno universale

Se c'è qualcosa che non manca sono le ultime notizie sulle pensioni, di cui si allunga l'elenco di proposte per introdurre cambiamenti.




Le novità sulle pensioni potrebbero passare da una legge delega da consegnare al parlamento e dai tempi inevitabilmente più lunghi. Esiste infatti un disegno di legge, il cui primo firmatario è Sergio Pizzolante, deputato del Nuovo centro destra, con cui viene chiesto all'esecutivo una delega per lavorare su alcune direzioni ben precise: l'introduzione di nuove norme per scardinare le rigidità presenti nell'attuale sistema previdenziale attraverso una gradazione delle penalizzazioni riferite all'assegno pensionistico, la revisione dei trattamenti, il sostegno della maternità e il prolungamento della vita attiva attraverso la valorizzazione delle competenze dei lavoratori in età più avanzata.

Si allunga così la lista delle proposte per cambiare le pensioni in Italia. La maggior parte dei suggerimenti è stata bloccata per la mancanza di soldi. Perfino la cosiddetta soluzione ibrida Renzi-Boeri, che sembrava potesse avere un iter spedito, è rimasta ferma al palo per via dei troppi dubbi tra i tecnici dei Ministeri dell'Economia e del Lavoro. Si trattava di applicare una penalizzazione del 3% per ogni anno di ritiro anticipato rispetto ai requisiti ora richiesti, da compensare con una sorta di prestito previdenziale, da restituire integralmente e a piccole rate una volta raggiunti i parametri richiesti per il congedo.

Niente da fare per l'introduzione dell'assegno universale, seppur caldeggiato da parte dell'opposizione e visto con favore da Bruxelles, così come per il disegno di legge che consentirebbe il congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8%. Fuori discussione è da tempo l'applicazione della costoso quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per ritirarsi dal lavoro. Non sembrano esserci margini di manovra neanche per il ricalcolo degli assegni per tutti con il contributivo e per le cosiddette mini pensioni per consentire agli over 55 senza occupazione e senza pensione di accedere al trattamento previdenziale.

E che dire della staffetta generazionale, magari graduale attraverso il part time, su cui non si è mai andati veramente fino in fono? Che il turn over generazionale sia una misura da perseguire è dimostrato anche da quel 40,7% di senza lavoro nella fascia 15-24 anni che si registrava in Italia ad agosto, in aumento rispetto al 40,3% di luglio. La media europea è pari al 20,4%. Maggiori chance si arrivare a una felice conclusione è il contributivo donna ovvero la possibilità di lasciare il lavoro a partire dai 57 anni di età con 35 di contributi accettando una pensione più bassa calcolata con il contributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il