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Pensioni novità pare vincolante richiesto a Renzi, Ministri da partiti, riforma banche, indulto: ultime novità oggi martedì

Per le pensioni come un flusso continuo arrivano novità e ultime notizie anche dell'ultima ora importanti oggi martedì 6 Ottobre. Senza dimentica re la riforma della PA e delle bad bank.




AGGIORNAMENTO: I partiti rilanciano con forza e cercano di capire, oggi martedì 6 Ottobre, quali novità realmente Renzi e i Ministri hanno intenzione di realizzare, quali delle ultime notizie sono vere ovvero cambiamenti minimi o addirrittura nulli o reali con penalità progressive. E per questo chiedono attraverso la Commissione preposta alla Camera un parere vincolante tecnico a cui i Ministeri devono dare risposta entro i prossimi 10 giorni. Un parere vincolante sui vari testi, riuniti in uno unico, sui vari piani di cambiamenti che si rifanno principalmente alla proposta di quota 100. Tra le novità dell'ultima ora anche un piano per un intervento sulle pensioni dei politici ricalcolate con il metodo contributivo che potrebbe innescare il vero piano di Renzi nel rivedere completamente il sistema previdenziale, partendo dai privilegi dall'alto

AGGIORNAMENTO: Una settimana ricca di novità per le pensioni sia quella scorsa che quella attuale con le richieste dei vari partiti sempre più stingenti e una ricerca da parte dei Ministeri dei piani migliori cercando anche una apertura rispetto all'Ue che potrebbe diventare una nuova alleata paradossalmente. E tra le ultime notizie sembra che sia saltata l'intera strategia di Renzi di base originaria che era la migliore in assoluto rivendendo il sistema previdenziale a 360 gradi. Lo abbiamo visto in questo articolo sotto.

Ancora nessuna novità positiva sulle pensioni ad oggi martedì 6 Ottobre dopo una ennesima settimana di discussioni e ricerca di soluzioni e anche i minimi cambiamenti potrebbero essere rimandate. Ultime notizie ancora incerte e confuse sia sulla costituzione di una bad bank per l’Italia sia sulle misure di indulto e amnistia, mentre arrivano novità per la riforma della P.A.

Pensioni: Ancora nessuna novità positiva sulle pensioni dopo una ennesima settimana di discussioni e ricerca di soluzioni, in vista della nuova Manovra Finanziaria. A bloccare ancora ogni cambiamento la scarsa disponibilità di fondi da impiegare, la mancanza di soluzioni condivise, la contrarietà alle modifiche sulle pensioni ribadita da Bce, Ue ma anche dai tecnici del Tesoro, nonostante le recenti aperture a possibili cambiamenti pensionistici. Sono infatti negativi i numeri dell’ultimo Rapporto del Tesoro, nulla sulle pensioni viene riportato nel nuovo Def e i tagli previsti nella versione iniziale della spending review sono stati notevolmente ridimensionati e del piano di tagli alla spesa pubblica non sembra se ne parli più. Proprio per questo, tutta la Manovra Finanziaria potrebbe essere messa in discussione tanto che la stessa Ue, da sempre contraria a modifiche pensionistiche, paradossalmente potrebbe aprire a nuovi margini di cambiamento. L’Ue, infatti, non è mai stata favorevole a cambiamenti pensionistici ma, viste le ultime notizie sulla nuova strategia di lavoro del premier, si scaglia contro la sua decisione di cancellare le tasse sulla casa a partire dal prossimo anno. Secondo l’Ue, infatti, l'Italia dovrebbe ridurre la pressione fiscale sul lavoro e aumentare la tassazione su immobili e donazioni. Se, quindi, per l’Ue è fondamentale l'occupazione e il rilancio del lavoro, potrebbe decidere di approvare modifiche sulle pensioni, seppur in parte minima, per rilanciare, appunto, il mercato del lavoro e la produttività con la spinta all’occupazione giovanile, appoggiando ipotesi come la staffetta generazionale. Sembra saltata anche la strategia di lavoro iniziale annunciata dal premier Renzi e che prevedeva il riassetto dell’intero sistema socio-previdenziale, da modifiche flessibili alle pensioni, e revisione di sgravi fiscali, bonus, detrazioni e deduzioni per le famiglie, toccando, dunque, tutto il sistema sociale, a interventi negativi e tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, sostenuti sia del presidente dell’Inps Boeri che dal commissario per la spending review Gutgled, che avrebbero permesso sia di accumulare nuovi fondi da impiegare in un secondo momento sempre per le pensioni e di rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano. L’unica novità pensioni che potrebbe essere approvata da Renzi resta la proroga del contributivo donna, come contentino per partiti politici ed elettorato che da mesi, visti gli annunci dello stesso premier sulle pensioni, attendono novità concrete. In settimana, comunque, il ministro del Lavoro Poletti ha annunciato che a breve saranno presentati nuovi piani pensioni che attendono solo conferme e via libera dal ministro dell’Economia Padoan, ma l’ultima parola spetterà sempre a Renzi. Se, però, nulla di nuovo sarà approvata, si spera che almeno si possano bloccare le nuove regole valide dal prossimo 2016 che prevedono un ulteriore aumento dell’età pensionabile che passerà dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi.

Riforma banche: Si continua a lavorare sulla costituzione di una bad bank ma nel frattempo pesano ancora miliardi di sofferenza bancarie che frenano nettamente la ripresa. Considerando che ad oggi sul sistema bancario italiano gravano 197 miliardi di sofferenze lorde, una bad bank, agendo sulla finanza pubblica, potrebbe sostenere questo altissimo costo. Il governo italiano continua a chiedere soluzioni in merito ad una Europa che, però, continua a temporeggiare, anche se la commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, si è detta ‘fiduciosa’ su una soluzione sulla bad bank con le autorità italiane. Per la commissaria, il trasferimento “dei prestiti a qualcuno che lo sa gestire permette al settore bancario di andare avanti a concedere crediti a quelle imprese sane che creano posti di lavoro di cui abbiamo bisogno”.

Indulto e amnistia: Tra gli emendamenti al ddl Boschi per le riforme costituzionali anche quelli su amnistia e indulto che, insieme ad altre proposte di modifica, sono al centro dell'accordo ritrovato nella maggioranza sulle riforme dopo le polemiche dei giorni scorsi. Il ddl non prevede il varo dei provvedimenti di clemenza e la concessione dello sconto della pena o l'estinzione del reato ma la definizione di regole costituzionali per l'approvazione di indulto e amnisti che adesso sono di competenza bicamerale e che il governo avrebbe voluto rendere monocamerale con il solo voto della Camera. E’ possibile che amnistia e indulto restino in agenda per la prossima settimana e la speranza è che si riesca finalmente a trovare una chiusura sulla partita dei quattro ddl da mesi ormai in Commissione Giustizia.

Riforma Pubblica Amministrazione: Il CdM qualche giorno fa ha dato il via libera allo schema di decreto sulla valutazione delle performance delle PA. In una nota diffusa si legge che ‘Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia ha approvato in esame preliminare al fine di acquisite i pareri prescritti, uno schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di disciplina delle funzioni del dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni’.  Il regolamento disciplina, in particolare, per le amministrazioni pubbliche la possibilità di semplificare il ciclo della performance e per il cittadino la garanzia di una valutazione più indipendente e affida al Dipartimento della Funzione Pubblica un ruolo di coordinamento, definendo le competenze sulla misurazione e valutazione della performance. Via libera, inoltre, alla costituzione di una Rete nazionale per la valutazione delle amministrazioni pubbliche che dia evidenza alle migliori esperienze in essere. La riforma della P.A. torna inoltre a concentrarsi sulla questione dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici. Il ministro Madia ha, infatti, dato mandato all'Aran di riaprire i tavoli per ridisegnare i comparti pubblici e prima di ridiscutere di contratti bisogna attuare quella norme che riducevano da 12 a 4 i settori della Pubblica amministrazione, rimaste dimenticate.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il